Il nuovo anno scolastico 2010-2011 si aprirà, nel Comune dell’Aquila, in una situazione che è ancora in parte di emergenza.

Mentre scrivo è ancora in atto, e anzi in incremento, uno sciame sismico di una certa importanza che, pur avendo al momento un epicentro localizzato a qualche chilometro dal capoluogo, ci costringe a una situazione di allerta e ci pone, come amministrazione comunale, nella condizione di dover prendere decisioni volte a garantire la pubblica incolumità, come una nuova chiusura del centro storico e un differimento di qualche giorno nell’avvio dell’attività didattica degli asili nido pubblici e privati. 

Indicazioni nazionali e Linee guida: stranezze e strabismi

Non so se mi sono perso qualche puntata o mi è sfuggito qualche passaggio. Comunque non sono riuscito a capire, dei recenti provvedimenti sulla Secondaria Superiore, le diverse modalità con cui, ad esempio, sono stati emanati i documenti relativi agli obiettivi generali e specifici di apprendimento, previsti dai nuovi Regolamenti dei Licei, dei Tecnici e dei Professionali.

Nella conferenza stampa di avvio dell'anno scolastico (che consiglio vivamente di riproporre nelle prossime settimane affinché le affermazioni del Ministro non siano velocemente dimenticate), in una atmosfera di surreale estraneità rispetto alla drammatica situazione in cui è stata trascinata la nostra scuola pubblica, il Ministro Gelmini ha potuto propinare le “sue” verità sugli effetti dei provvedimenti assunti nel corso dei due anni trascorsi dal suo insediamento.
La sceneggiata dell’arroganza del potere, sostenuta dalle menzogne, merita repliche puntuali e documentate che il Partito Democratico fornirà nel corso della mobilitazione delle prossime settimane scuola per scuola, come ha preannunciato il segretario Bersani.
Oggi mi limito a commentare alcune fantastiche affermazioni del Ministro.

L'opinione

In soli quattro anni – tra il 2005-2006 e il 2009-2010 – si è quasi raddoppiata la quota dei ragazzi non ammessi a sostenere l’esame conclusivo della scuola media. Dal 2,4% al 4,6%. In mezzo (con l’eccezione del  2006-2007, quando  tutti gli studenti vennero ammessi automaticamente purché in regola con la frequenza), c’è stato il passaggio da un’ammissione condizionata da un giudizio di complessiva idoneità a un vincolo più stringente: il conseguimento di voti non inferiori ai 6/10 in ogni disciplina o gruppo di discipline, condotta compresa. Il dato, cui bisogna aggiungere uno 0,5% di bocciati agli esami, non dice tutto sull’entità effettiva della dispersione.