Che tempo che fa ?
Federico Niccoli
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Dopo la stagione funesta dei tagli indiscriminati dei ministri Moratti-Gelmini-Tremonti, con il sostegno di scuolaoggi.org le organizzazioni sindacali confederali della scuola e l’Associazione Proteo promuovono un convegno all’inizio del prossimo ottobre per una riflessione – una sorta di “tagliando”- sul tempo pieno che fu e sulle varie forme di spezzatino pedagogico in atto in molte scuole primarie.
Ci piacerebbe sviluppare un dibattito per esplorare tutte le possibili forme di riconquista da parte delle istituzioni scolastiche di tutti gli spazi , costituzionalmente garantiti, di autonomia didattica, organizzativa e di ricerca-sperimentazione sviluppo per regolare “i tempi dell'insegnamento e dello svolgimento delle singole discipline e attività nel modo più adeguato al tipo di studi e ai ritmi di apprendimento degli alunni, adottando tutte le forme di flessibilità opportune”.
Ci muove una consapevolezza di fondo nel ripensare a modelli organizzativi in grado di garantire il diritto di ciascun alunno ad una prestazione qualificata da parte della scuola pubblica : il tempo scuola non è una variabile indipendente nei processi di apprendimento
Poniamo , per iniziare, alcune domande introduttive, che potrebbero aiutarci a trovare le risposte che cerchiamo:
· Quanto e quale tempo ci serve per imparare?
· Quale tempo per riflettere, per metabolizzare ,per costruire relazioni?
· In quali tempi ognuno di noi ha imparato? Quanto conta la relazione nel processo di apprendimento?
· Quanto sono stati penalizzati e mortificati i tempi e i modellio pedagogici della scuola primaria dai tagli indiscriminati e dalle disattenzioni culturali di varia provenienza politica ?
· la segmentazione tipica di gradi d’istruzione superiori, frammentaria e ridotta, poco funzionale al progetto formativo della scuola primaria è un destino ineluttabile o c’è spazio per un rinnovato impegno progettuale degli operatori scolastici, basato su tempi rilassati e apprendimento cooperativo ?
La scuola del fare: in questo sono racchiusi la qualità e la forza progettuale che hanno sempre caratterizzato la scuola primaria.
Il progetto educativo condiviso è la base per una buona riuscita del sistema.
Una scuola che lavora con un progetto unitario, riflessiva, responsabile che sappia essere titolare di un progetto consapevole, intenzionale, partecipato, integrato è ancora possibile?
