Per nulla proprio no.
Quando i candidati al Concorso a DS hanno aperto i test ministeriali(più di 5.000 non contando le ripetizioni, l’inquinamento reciproco di aree che non hanno uno statuto epistemologico definito, i refusi- così li chiama l’ultima nota ministeriale- e le ignobili domande culturali di cui abbiamo avuto modo di parlare in un articolo precedente) sono entrati nel panico. Almeno i più consapevoli. Superato il momento iniziale, avranno provato a eseguire il compito. Così come erano stati presentati i test, con la prima risposta giusta e le altre, a seguire, distrattori, o, come qualcuno li chiama, distruttori.
Spiace dire loro come l’approccio sia stato sbagliato: il fatto di trovarsi davanti- e in bella evidenza perché collocata nella casella A- la risposta esatta, non ha consentito di far funzionare il cervello. La memoria(usiamo volutamente un linguaggio non tecnico) ha preso il posto dell’oblìo e tra la A e le altre ha eretto, a insaputa del candido candidato, un muro di Berlino. Il discorso sul piano scientifico si farebbe lungo e diciamolo, noiosetto. Perciò evitiamo di approfondire il piano teorico( anche se come sosteneva Russel, il miglior modo per agire nella pratica è quello di attrezzarsi con una buona teoria) ed entriamo nel pratico. LA PRIMA RISPOSTA(sempre quella) ESATTA vi ha impedito di attivare quella dissonanza cognitiva(Leon Festinger) che porta all’impellente bisogno di attivare- quasi in automatico- strategie di problem solving. La risposta esatta iniziale ha funzionato come una sorta di categoria kantiana che ha costretto i lettori psicologicamente all’inerzia, se non allo sconforto. E’ probabile che questo primo impatto abbia abbassato il loro livello di autostima e soprattutto abbia costretto( a volte la mente è propria stupida) a “dimenticare” ciò che già i candidati già sapevano e sapevano da tempo. L’aggancio con le mappe concettuali che pur dovevano possedere è stato impedito, le sinapsi bloccate. E così molti avranno “sentito”( col cuore e con la mente) che quanto finora studiato era inutile. A questo va aggiunto lo spauracchio del tempo, sempre tiranno per definizione. Da qui lo sconforto, la paura di non farcela, la conseguenza errata che solo Pico della Mirandola sarebbe potuto riuscire. Forse avranno provato e riprovato: ma acquisita una conoscenza bisognava ritornare subito da capo in una interminabile fatica di Sisifo.
Il messaggio ministeriale( più di uno, in attesa dell’ultima gaffe della Gelmini) era passato. Più di uno.
Messaggio esplicito: impara a memoria la risposta A, il resto è spazzatura. Da dimenticare. Messaggio implicito e quasi subliminale: i vostri studi, la vostra preparazione, il vostro bakground culturale e professionale fanno parte del passato, qui ci siamo NOI, il resto è del maligno. Non sono forse i candidati degli insegnanti? E non sono gli insegnanti tutti di sinistra? La risposta corretta posta( con perfidia? Artatamente? Con candore da ignorante gel miniano?) ha attivato quella che può definirsi una distorsione cognitiva preceduta o provocata dalla dispercezione. “Non c’è che una risposta giusta, perché perdere tempo con le altre?” Siamo sicuri che hanno guardato le altre risposte, ma solo guardato, letto come per un atto dovuto, un adempimento. Oppure a vol d’oiseau.
Non è che la prima risposta li abbia solo DISTRATTI. Ha fatto di peggio dato che la distrazione non esiste( non sono mai distratto, ho solo spostato l’attenzione) e che il “fermo”( coloro che parlano bene parlano di “focus”) su quella lì è connotata emotivamente(ansia: la ricorderò? Abbassamento dell’autostima: e io che credevo di sapere, panico: se questa è solo la prima…). Senza contare che la QUANTITA’(ancora TUTTA da esplorare) ha avuto il sopravvento sulla qualità, l’imparaticcio mnemonico sulla preparazione CULTURALE che pur quest’ultima il bando richiede. Si sono fermati all’aerobico: fermandosi sulla prima(100 metri) non rimane più fiato per le altre.(5000) E questo fiato è rappresentato dal fattore g in primo luogo( vale a dire quel fattore che riguarda l’intelligenza generale che si insinua dappertutto rendendo i test specifici- tutti i test- imponderabili e comunque mai esatti) e dall’addormentamento dell’intelligenza intesa come capacità di problem solving. Se c’è già la soluzione, perché usare la testa e sforzarsi di ragionare? La risposta giusta POSTA al primo posto ha un valore ipnotico peggio di un quintale di valium. Pensate per una attimo se fosse stata messa all’ultimo posto o in mezzo con risposta segnalazione di correttezza o meno in altro loco. Sareste stati costretti a PORRE LA STESSA QUANTITA’ E QUALITA’ di risorse intellettuali, emotive, mnemoniche, ad OGNI ITEM. Avreste utilizzato il vostro stile cognitivo, le VOSTRE capacità di memoria e di METACOGNIZIONE, la VOSTRA attenzione, la VOSTRA preparazione adattando quelli( gli item) a queste, non il contrario. Del resto anche il grande Popper sosteneva che la “ricerca nasce quando si inciampa in un dubbio”.
“Scuolaoggi” non intende crearvi ulteriori problemi. Ma qualche suggerimento può darlo. A patto che gli aspiranti si impegnino a portare nella scuola che dirigeranno PRIMA i valori umani, POI quelli tecnici. La nostra scuola non ha tanto bisogno di I(impresa, inglese,informatica) quanto di quelle qualità umane che Rogers riassumeva nell’empatia, nella lealtà, nell’autenticità.
Cominciate col mescolare le risposte. Togliete l’esatta alla prima(A) e collocatela in mezzo o dove vi pare, ma senza alcun segno identificativo di “correttezza”. Naturalmente avrete provveduto prima a farvi uno schermo o un semplice elenco delle risposte esatte. ES. Area 4 n. 314: Quando si parla di condizionamento classico si intende l’apprendimento studiato e analizzato da:
A) Ivan Pavlov- B: Lemen Semenovic Vygostky; C: Edward Tolman, D: Brurrhus Frederic Skinner.
B) Mescolate: A Skinner, B: Pavolov; C Tolman; D: vygostskj. Sarete costretti a riflettere second oil vostro stile di problem solving: quello di Skinner si chiama operante, Vygoskj si è occupato dell’area potenziale di sviluppo, Tolman di… Rimane Pavlov.
C) Andate a controllare. Nell’elenco corretto. La risposta è giusta. Per i compilatori.
Chi ha deciso di fare le prove deve rispondere come vogliono LOR SIGNORI.
Ma l’esempio, vi assicuro tratto a caso solo per completare questo articolo, è emblematico della superficialità dei test ministeriali. Lo ha messo in luce con autorevolezza l’amico Maurizio Tiriticco. Nel mio piccolo volevo i nomi e cognomi dei compilatori nell’articolo TEST di CAVOLI.
In questo volevo boicottare la Gelmini e suoi pedagogisti di stato, in favore della scuola di STATO, di quella vera, non privata. Perciò non posso esimermi da dire come Pavlov non si sia mai occupato di apprendimento. E’ stato fisiologo, laureato in fisiologia animale e si è occupato solo e per tutta la vita della funzione dei nervi cardiaci, delle ghiandole della mucosa gastrica e dei centri nervosi superiori del cervello. Invitato al Congresso internazionale di psicologia del 1929 egli rispose dichiarando pubblicamente che l’invito non aveva alcun senso, “data la lontananza fra i suoi interessi e quelli degli psicologi e pedagogisti”.
Un consiglio dal basso a LOR SIGNORI( alla Gelmini è inutile: non sa perché il buon Dio ci ha dato DUE orecchie e solo UNA bocca) da chi è stato catturato dalla scuola a sei anni e mai più restituito alla vita civile: non sorteggiate tra i 5000 e passa.
Fate uno screening serio. Eliminate tutte le autocelebrazioni dell’invalsi, le ambiguità, gli errori., gli orrori. Rimarranno 500 domande. E anche se il sorteggio favorisce il caso e il caso non è mai neutrale, almeno si ridurrà il margine di errore.
Ai candidati?
Qualche consiglio last minut. Ma solo se ce lo chiedono. Se no affidatevi alla serendipità. A Fleming e a Cristoforo Colombo andò bene. Io non sono un pessimista, ma un ottimista con esperienza convinto con Oscar Wilde che la “serietà è l’unico rifugio delle persone banali”.
Perché i futuri dirigenti scolastici dovranno PER FORZA “camminare fra mura spesse di buon senso?”(Sartre).
