Occorre investire di più in educazione

settembre 7, 2009 di giannigandola, in Senza categoria.

“/La creatività e i talenti si sviluppano a cominciare dalla scuola. Per
questo occorre investire di più in educazione, a cominciare dalla prima
infanzia e poi ai vari livelli della scuola, fino alla formazione
permanente. Servono più risorse, non tagli. Risorse che tengano conto
dei bisogni, ma anche della qualità dell’insegnamento per stimolare
tutti, insegnanti e studenti a migliorare/”

Dalla Mozione congressuale presentata da *DARIO FRANCESCHINI*

*Carissima/o*

Nel dibattito precongressuale che sta caratterizzando il nostro partito
vorremmo si parlasse di più del grave momento che sta attraversando la
scuola italiana.

*Dario Franceschini* ha espresso in questi giorni la propria solidarietà
ai precari della scuola visitando le insegnanti di Benevento che da
giorni portano avanti la loro protesta sul tetto dell’ufficio scolastico
provinciale.

Un gesto simbolico, che tuttavia rimanda ad un problema concreto di
prospettiva che questo Paese deve avere nei confronti di un settore
decisivo per il proprio sviluppo.

Per tenere alta questa attenzione e per ribadire il nostro sostegno
all’azione politica dell’attuale segreteria, che non a caso ha
registrato l’adesione alla propria mozione di *Giuseppe Fioroni* e
*Mariangela Bastico**,* responsabili nazionali del partito per le
politiche formative e per la scuola nonché ministro e vice ministro
della pubblica istruzione del precedente governo, abbiamo deciso di
creare un *Comitato Franceschini per la scuola e la formazione*, al
quale ti chiediamo di aderire e di far aderire più persone possibili.

Vorremmo essere in tanti a sostenere una linea politica capace di
guardare al futuro anche per la scuola italiana

Marilena Adamo

Bonelli Giuseppe

Ceruti Mauro

De Biasi Emilia

Geminiani Iliano

Domenica Morano

Minardi Silvia

Perego Roberta

Rusconi Antonio

Spreafico Carlo

Lia Strani

Sara Valmaggi

2 commenti a “Occorre investire di più in educazione”

23.09.09#1

Commento di e.ranieri.

“Amministro” una famiglia con cinque figli. Ritengo inaccetabile e incomprensibile che lo Stato non investa i suoi maggiori sforzi nell’educazione civile e culturale dei suoi giovani, anche con maggiori stimoli e gratifiche per gli insegnanti delegati allo scopo. Che la voce istruzione, insieme a quella sanità, non sia la prima da iscrivere a bilancio, la prima a cui adeguare semmai le altre. Questo investimento sull’educazione, istruzione e formazione dei cittadini del domani non può che essere redditizio. Pericoloso è invece rinunciarvi. Elisabetta Ranieri

30.09.09#2

Commento di Nicoletta Fusi.

propongo di ripensare alla riforma Berlinguer. 1) ultimo anno di materna obbligatorio con un programma da svolgere: i bambini sarebbero arrivati alla scuola elementare con alcune conoscenze di base, senza però essere giudicati con un voto, spesso incompresibile a quell’età. 2) un’unico ciclo di 6 anni tra elementari e medie: così tutti, i nati a gennaio come i nati a novembre, avrebbero recuperato un anno. 3) accesso all’università a 18 anni, come in tutta europa, invece che a 19.
Questa secondo me era la riforma giusta.
La lunghezza della scuola italiana penalizza pesantemente i nostri studenti per qualunque attività post laurea (specialità, dottorato, master) e ha delle grandi ricadute sociali (i famosi bamboccioni magari non sono altro che dottorandi o specializzandi in medicina).
Inaccettabile poi da un paese civile sono i tagli perpatrati in questi anni alla scuola, veri e propri attentati al futuro del nostro paese sotto l’aspetto dell’educazione in generale, dell’integrazione sociale e, perché no, del riscatto culturale delle giovani generazioni. Nicoletta Fusi

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