Percorsi per una proposta di programma sul tema Scuola

ottobre 14, 2009 di scuolaoggi, in proposte del PD.

Percorsi per una proposta di programma sul tema Scuola
a cura di Paola Bocci e  Diana De Marchi
PER UNA SCUOLA CAPACE DI FUTURO.
Le nuove norme sull’istruzione (Gelmini, Tremonti, Aprea) non rispondono al bisogno di una
scuola capace di equità e qualità per tutti, come vuole la nostra Costituzione (art. 34).
Una scuola capace di futuro deve avere l’obiettivo non solo  di istruire ma di formare, educare
a diventare esseri umani coraggiosi  e non indifferenti a ciò che accade nella società, padroni
del loro destino, costruendo percorsi di apprendimento che tengano insieme contenuti
disciplinari, competenze cognitive, valori socio-cuturali, promuovendone  i nessi trasversali.
C’è bisogno di un modello di scuola che non interpreti  le conoscenze  come entità fisse e
precostituite che qualcuno offre a qualcun altro,  ma che sia capace di relazionare i saperi ai
contesti dove si esercitano,  e ai sistemi di attività che ne derivano.
Una scuola capace di futuro deve essere in grado di ridurre le diseguaglianze, dando a tutti i
cittadini residenti, stabilmente o temporaneamente nel nostro paese,  istruzione e formazione
adeguata perchè tutti abbiano la possibilità di compiere un percorso che consenta   di
continuare gli studi a livello universitario o di inserirsi con qualifiche adeguate nel mondo
del lavoro italiano e europeo.
Per raggiungere questo obiettivo la scuola deve  contribuire a  integrare cittadini di diverse
culture, supportando la  libertà delle scelte educative, e di indirizzi di studio  di tutti gli
studenti  e le studentesse e di tutte le famiglie.
Non è questo quello che i provvedimenti in vigore propongono, e si rende l’elaborazione di una
proposta alternativa, che sia in grado di definire le linee di una vera e propria riforma della
scuola, e non un insieme indifferenziato e disomogeneo di provvedimenti di tipo esclusivamente
economico e finalizzati al recupero di risorse da investire in altri comparti.
LINEE DI INDIRIZZO
RAZIONALIZZAZIONE
Sicuramente il sistema scolastico italiano ha bisogno di un a razionalizzazione delle risorse,
che però deve essere preceduto da un’analisi approfondita degli equilibri o disequilibri  tra
domanda e offerta.
Si possono razionalizzare le risorse attraverso:
- la programmazione del fabbisogno di insegnanti e del personale con l’obiettivo di arrivare ad
una definizione pluriennale degli organici
-  la continuità fra i cicli di istruzione  e il  potenziamento e la diffusione degli istituti
comprensivi  e dei poli formativi,
-  L’investimento progettuale e finanziario su modelli di integrazione e interazione tra
istruzione e formazione professionale
RISPETTO E VALORIZZAZIONE DELL’AUTONOMIA SCOLASTICA
L’autonomia scolastica   va valorizzata, arricchita, potenziata
Non bisogna concedere ma riconoscere potere e autonomia ai singoli istituti scolastici,  come
da titolo V della Costituzione,
L’autonomia sarà tanto più efficace e  quanto più sarà attivato un Sistema delle Automie ,
valorizzando la dimensione territoriale delle scuole.
Come rafforzare l’autorevolezza delle scuole autonome a livello territoriale?
- promuovendo la costituzione delle reti di scuole (o il rafforzamento di quelle esistenti), il
loro riconoscimento istituzionale e la possibilità di assegnare loro sempre maggiore ruolo,
come peraltro previsto dalla stessa legge istitutiva dell’Autonomia;
- creando  una rete  di  servizi ( amministrativi, di supporto alla ricerca e alla didattica,
per il contenzioso, ecc.) che supportino il lavoro delle singole istituzioni scolastiche.
- riservando all’autonomia scolastica dell’istituto  (ad opera di una commissione, composta da
Dirigente, rappresentanza del Collegio e del Consiglio di Istituto) la possibilità di procedere
all’assunzione di una quota pari al 20% dell’organico legata a specifiche e dichiarate
connotazioni professionali
VALORIZZAZIONE DEL MERITO, FORMAZIONE e VALUTAZIONE del PERSONALE DOCENTE:
L’insegnamento è una professione qualificata e qualificante. Per un pieno e vero riconoscimento
del merito e valorizzazione  della professionalità docente sono necessarie:
- una formazione continua  qualificata, specifica ed obbligatoria,
prima e durante lo svolgimento della sua professione,
- nuovi modelli di scuole di specializzazione che realizzino il giusto equilibrio tra
insegnamenti disciplinari a possibilità di tirocinio;
- l’introduzione di criteri di valutazione a cui legare gli avanzamenti di carriera e di
retribuzione,
- l’introduzione di criteri di valutazione dei processi  scolastici,
INTEGRAZIONE
La scuola deve diventare il primo e il principale soggetto nella realizzazione di un processo
di integrazione e convivenza : deve essere luogo d’incontro, di socializzazione e conoscenza
tra culture e generazioni  diverse.
La Scuola che promuove l’integrazione deve essere in grado di:
- realizzare una identità nazionale nuova, inclusiva di culture diverse e multietniche,
- rispondere alle esigenze  della popolazione scolastica del territorio coordinandosi con le
politiche di integrazione delle istituzioni locali e dei soggetti coinvolti
- destinare risorse finanziarie  e di personale, specificatamente a progetti di mediazione
culturale, facilitazione linguistica in tutte le scuole, incrementare i finanziamenti (
attraverso la revisione dei coeff. dei contributi locali per il diritto allo studio) alle
scuole ad alta percentuale di studenti stranieri per consentire l’elaborazione di progetti di
integrazione e sviluppo della multiculturalità,
- pianificare, anche attraverso sistemi di incentivi, la distribuzione della popolazione
scolastica straniera, per garantire, laddove possibile, l’equilibrio tra alunni stranieri ed
italiani, indispensabile al raggiungimento di una piena integrazione
- No alle classi e sezioni composte esclusivamente da studenti stranieri di recente
alfabetizzazione
- Finanziare con fondi di Enti locali e nazionali progetti che favoriscano la partecipazione
delle famiglie  straniere alla vita scolastica

a cura di Paola Bocci e  Diana De Marchi   (mozione MARINO)

PER UNA SCUOLA CAPACE DI FUTURO.

Le nuove norme sull’istruzione (Gelmini, Tremonti, Aprea) non rispondono al bisogno di una scuola capace di equità e qualità per tutti, come vuole la nostra Costituzione (art. 34).

Una scuola capace di futuro deve avere l’obiettivo non solo  di istruire ma di formare, educare a diventare esseri umani coraggiosi  e non indifferenti a ciò che accade nella società, padroni del loro destino, costruendo percorsi di apprendimento che tengano insieme contenuti disciplinari, competenze cognitive, valori socio-cuturali, promuovendone  i nessi trasversali.

C’è bisogno di un modello di scuola che non interpreti  le conoscenze  come entità fisse e precostituite che qualcuno offre a qualcun altro,  ma che sia capace di relazionare i saperi ai contesti dove si esercitano,  e ai sistemi di attività che ne derivano.

Una scuola capace di futuro deve essere in grado di ridurre le diseguaglianze, dando a tutti i cittadini residenti, stabilmente o temporaneamente nel nostro paese,  istruzione e formazione adeguata perchè tutti abbiano la possibilità di compiere un percorso che consenta   di continuare gli studi a livello universitario o di inserirsi con qualifiche adeguate nel mondo del lavoro italiano e europeo.

Per raggiungere questo obiettivo la scuola deve  contribuire a  integrare cittadini di diverse culture, supportando la  libertà delle scelte educative, e di indirizzi di studio  di tutti gli studenti  e le studentesse e di tutte le famiglie.

Non è questo quello che i provvedimenti in vigore propongono, e si rende l’elaborazione di una proposta alternativa, che sia in grado di definire le linee di una vera e propria riforma della scuola, e non un insieme indifferenziato e disomogeneo di provvedimenti di tipo esclusivamente economico e finalizzati al recupero di risorse da investire in altri comparti.

LINEE DI INDIRIZZO

RAZIONALIZZAZIONE

Sicuramente il sistema scolastico italiano ha bisogno di un a razionalizzazione delle risorse, che però deve essere preceduto da un’analisi approfondita degli equilibri o disequilibri  tra domanda e offerta.

Si possono razionalizzare le risorse attraverso:

- la programmazione del fabbisogno di insegnanti e del personale con l’obiettivo di arrivare ad una definizione pluriennale degli organici

-  la continuità fra i cicli di istruzione  e il  potenziamento e la diffusione degli istituti comprensivi  e dei poli formativi,

-  L’investimento progettuale e finanziario su modelli di integrazione e interazione traistruzione e formazione professionale

RISPETTO E VALORIZZAZIONE DELL’AUTONOMIA SCOLASTICA

L’autonomia scolastica   va valorizzata, arricchita, potenziata

Non bisogna concedere ma riconoscere potere e autonomia ai singoli istituti scolastici,  come da titolo V della Costituzione,

L’autonomia sarà tanto più efficace e  quanto più sarà attivato un Sistema delle Automie , valorizzando la dimensione territoriale delle scuole.

Come rafforzare l’autorevolezza delle scuole autonome a livello territoriale?

- promuovendo la costituzione delle reti di scuole (o il rafforzamento di quelle esistenti), il loro riconoscimento istituzionale e la possibilità di assegnare loro sempre maggiore ruolo, come peraltro previsto dalla stessa legge istitutiva dell’Autonomia;

- creando  una rete  di  servizi ( amministrativi, di supporto alla ricerca e alla didattica, per il contenzioso, ecc.) che supportino il lavoro delle singole istituzioni scolastiche.

- riservando all’autonomia scolastica dell’istituto  (ad opera di una commissione, composta da Dirigente, rappresentanza del Collegio e del Consiglio di Istituto) la possibilità di procedere all’assunzione di una quota pari al 20% dell’organico legata a specifiche e dichiarate connotazioni professionali

VALORIZZAZIONE DEL MERITO, FORMAZIONE e VALUTAZIONE del PERSONALE DOCENTE:

L’insegnamento è una professione qualificata e qualificante. Per un pieno e vero riconoscimento del merito e valorizzazione  della professionalità docente sono necessarie:

- una formazione continua  qualificata, specifica ed obbligatoria, prima e durante lo svolgimento della sua professione,

- nuovi modelli di scuole di specializzazione che realizzino il giusto equilibrio tra insegnamenti disciplinari a possibilità di tirocinio;

- l’introduzione di criteri di valutazione a cui legare gli avanzamenti di carriera e di retribuzione,

- l’introduzione di criteri di valutazione dei processi  scolastici,

INTEGRAZIONE

La scuola deve diventare il primo e il principale soggetto nella realizzazione di un processo di integrazione e convivenza : deve essere luogo d’incontro, di socializzazione e conoscenza tra culture e generazioni  diverse.

La Scuola che promuove l’integrazione deve essere in grado di:

- realizzare una identità nazionale nuova, inclusiva di culture diverse e multietniche,

- rispondere alle esigenze  della popolazione scolastica del territorio coordinandosi con le politiche di integrazione delle istituzioni locali e dei soggetti coinvolti

- destinare risorse finanziarie  e di personale, specificatamente a progetti di mediazione culturale, facilitazione linguistica in tutte le scuole, incrementare i finanziamenti ( attraverso la revisione dei coeff. dei contributi locali per il diritto allo studio) alle scuole ad alta percentuale di studenti stranieri per consentire l’elaborazione di progetti di integrazione e sviluppo della multiculturalità,

- pianificare, anche attraverso sistemi di incentivi, la distribuzione della popolazione scolastica straniera, per garantire, laddove possibile, l’equilibrio tra alunni stranieri ed italiani, indispensabile al raggiungimento di una piena integrazione

- No alle classi e sezioni composte esclusivamente da studenti stranieri di recente alfabetizzazione

- Finanziare con fondi di Enti locali e nazionali progetti che favoriscano la partecipazione delle famiglie  straniere alla vita scolastica

Un commento a “Percorsi per una proposta di programma sul tema Scuola”

14.10.09#1

Commento di scuoaloggi.

Commento di Marco Campione
Il documento è molto condivisibile. E non a caso contiene alcuni degli spunti di una elaborazione comune (penso in particolare al documento del Pd lombardo del marzo scorso). Non potrebbe essere diversamente, ma è utile segnalarlo a chi dovesse passare di qua e che immagina il Pd diviso in fazioni che non si parlano: stiamo solo facendo un congresso per scegliere il segretario…

In particolare questo è vero per il Pd milanese e lombardo e la sua elaborazione sulla scuola, che è certamente più avanzata di quella del livello nazionale e credo sia giusto sottolinearlo.

A futura memoria.

Solo una notazione terminologica (che però è anche politica): la dove si discute di “pianificazione” e “distribuzione” io – a scanso di equivoci – non parlerei di “stranieri”, ma di studenti di prima alfabetizzazione.
Rimando chi fosse interessato al perché di questa distinzione a questa riflessione: http://marcocampione.wordpress.com/2009/09/17/stranieri/

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