Il Corriere della sera ha pubblicato un commento di Silvia Vegetti Finzi sui recenti fatti di Napoli nella scuola primaria di Barra. È davvero sorprendente l’interpretazione che una illustre luminare della Psicologia dà dei fatti lungamente commentati dai giornali. Provo a riassumere il contenuto dell’intervento, nel quale quasi tutto il comportamento dell’alunno, che ha sferrato un calcio alla maestra provocandole una seria e quasi fatale lesione alla milza, viene ricondotto all’aggressività indotta dall’ambiente circostante, particolarmente frustrante, e all’opera devastante della pubertà che riuscirebbe a incrementare la spinta aggressiva e gli impulsi istintuali volti naturalmente all’autodifesa.

Alla scuola viene consigliato di insegnare al piccolo l’Amicizia e di convogliare i suoi comportamenti in "Patti di Convivenza". Il tutto in una logica di collaborazione umanizzante e nella continua attenzione verso l’elaborazione di progetti di prevenzione.

Forse si sorprenderà per quello che le dico, esimia professoressa, ma nella scuola di Barra non avevano per nulla bisogno dei preziosi consigli e delle dotte considerazioni di una luminare della psicologia. I Docenti e la Dirigente della scuola, a cui va la solidarietà di tutti i lavoratori della scuola campana, conoscono fin troppo bene il loro lavoro e, sapendo che ne avrebbero piacere, mi permetto di invitarla per un giorno a verificare di persona che, nella loro scuola, non mancano, anzi abbondano, le iniziative a favore della prevenzione delle devianze e del contenimento dei comportamenti a rischio dei bambini nonostante la sottrazione delle risorse che ormai colpisce la scuola statale in maniera sistematica.

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