Sono alla disperata ricerca di argomenti e indicazioni per capire cosa accade nel nostro settore e come la confusione sia suprema, parlo soprattutto per la mia Provincia, Brescia. Mi hanno costretto a presentare la domanda di trasferimento al buio, senza conoscere dati, disponibilità
effettive, sedi o quant'altro possa servire ad orientare una scelta.
Desidero comunicare alla Vs. attenzione lo stato d'animo che mi pervade e alcune riflessioni riguardo a ciò che sta avvenendo nei Licei, e a tutti i livelli d'Istruzione, verso cui si sta perpetrando il più atroce delitto che una Società Civile possa subire: L'annientamento culturale e la perdita d'identità delle forze intellettuali di un Paese e la mancanza di una reale considerazione per il futuro dei nostri giovani. Il programma legittimo di rinnovare il Sistema della Scuola, da troppi anni, è divenuto "terreno di coltura" delle più bizzarre applicazioni, e per ultimo questa "Riforma" ha definitivamente "Deformato" il settore.
In questo clima anche i Docenti di ruolo come me, (insegno da trenta anni), sono stati messi da parte a causa degli esuberi generati dal provvedimento ministeriale. Non bastava tagliare indiscriminatamente e massacrare con l'ultima manovra finanziaria il Lavoro dipendente ma, in aggiunta, svilire gli Insegnanti con la violenza psicologica che definisce la loro condizione
di SPRANNUMERARI (causa accorpamento numerico classi e obbligo contrattuale a 18 ore).
Per molti docenti significa essere a zero ore didattiche, strappando la continuità di quanto è stato costruito con i ragazzi a noi affidati e annullando il principio d'autonomia delle scuole. Le conseguenze devastanti non possono essere immaginabili per chi non si addentra, con spirito
critico, nei meandri di quanto sta accadendo in questo importante settore della nostra Società, così come purtroppo in molti altri. Altresì, in tale contesto, ci sentiamo di dire che siamo lavoratori privilegiati. Il diritto d'esistere con il proprio sano lavoro è un privilegio, così la maternità, come espresso di recente da alcune parti politiche. Il clima attuale richiama alla mente periodi storici ben lontani ma, forse più vicini di quanto non si possa pensare.
E' dir poco essere annichilito di fronte a tutto ciò, e all'impoverimento reattivo delle parti in causa che sembrano avere abdicato, con ineluttabile apatia, agli eventi politici della Società Italiana. Dove sono i Lavoratori della Conoscenza, che con questo neosillogismo tenta di recuperare la dignità di una professione tanto deprecata da Ministri e Opinione pubblica?
Dov'è la volontà di capire e superare le chiusure della "Mente" per riappropriarsi del Senso di uno Stato veramente utile alla Società. Perché i silenzi? Perché il Lavoro intellettuale non è parte produttiva di un sistema di "Mercato" che, secondo i parametri di profitto, regolano il valore da attribuire a lavoro e alla persona, intesi solo come "oggetti". Perché la Cultura e la Ricerca sono improduttive in questo Paese, con scarsa considerazione verso coloro che vi operano con sempre meno mezzi, e verso i nostri giovani che dovrebbero avere il diritto a poterne usufruire, a qualsiasi livello di formazione. Ne consegue la continua mortificazione dei
professionisti del settore che, comunque, restano al loro posto a svolgere il loro compito sociale. Questo è quanto sta accadendo nell'Istruzione e nel mondo del lavoro oggi. Da troppi anni si sta defatigando la volontà della gente, che sottoposta a continui ricatti, è indotta alla perdita d'identità corporativa e a risolvere solo i problemi contingenti. I tagli iniqui all'Istruzione riducono risorse e strumenti essenziali necessari alla crescita degli adolescenti come individui responsabili. Ma, veramente oggi si vuole investire in loro e offrire una Scuola di qualità? Nella querelle continua delle cifre, numeri e percentuali dell'anno scolastico appena terminato, si parla di maggiore "Severità", ma veramente severità è sinonimo di Serietà! O piuttosto si vogliono perseguire le nefande logiche aziendali in settori così delicati. I miei studenti non sono bulloni! Saranno la parte sana di un sistema sociale se motivati e sostenuti; o anche questo deve essere un privilegio di pochi?
Volevo insegnare, con la "Mente" e col "Cuore", ma sono riusciti a farmi odiare questo lavoro!
Prof. Enzo Puglisi
- Login o registrati per inviare commenti

