Cari colleghi/e,
ogni inizio di anno scolastico ha sempre portato con sé le sue pene e le sue presunte novità, ma quelle che ci attendono da domani si annunciano micidiali e definitive per la Scuola Pubblica. Naturalmente assisteremo ai giochi di prestigio di molti dirigenti che si faranno in quattro per rassicurare, normalizzare e occultare problemi e contraddizioni. C'è chi i problemi non li ha mai voluti vedere (minimizzare è il segreto) e non comincerà adesso. Se non erro, ai Ds il contratto è stato rinnovato a maggio, con tanto di arretrati e scatti. Mi sembra un dato da non dimenticare.
La politica scolastica di questo governo mi trova nel dissenso più completo, per metodo e sostanza. Non parlo solo dei tagli e del fatto che il processo di impoverimento della Scuola Pubblica non conosce sosta. Basterebbe questo per dissentire e reagire. Parlo di quegli aspetti che noi docenti (forse perché quasi tutte donne) trascuriamo sempre. Mi riferisco alla manovra finanziaria estiva che penalizza gli insegnanti in un modo indegno. Si legga a riguardo l'articolo un articolo di Tuttoscuola dal titolo: "Tagli ancora più duri per gli insegnanti" o si indaghi su internet. Si consultino i referenti sindacali, pretendendo chiarezza. A me è arrivata ad agosto una comunicazione dei Cobas che mi ha lasciata interdetta non solo per l'inganno ma anche perché non si riesce ad avere informazioni chiare e certe:
...per gli scatti di anzianità lo sciopero degli scrutini ha spinto Tremonti a partorire un furbesco emendamento di apparente modifica del blocco per ingannare docenti ed Ata. Tale emendamento promette un decreto ad hoc per un possibile recupero degli scatti bloccati che, data la cifra citata, sarebbe irrisorio e di cui non si danno neanche tempi certi, lasciando nei fatti in vigore il blocco e smentendo clamorosamente le vanterie di Bonanni (il segretario generale Cisl, sindacato che non ha mosso un dito contro la Finanziaria ), che si era pavoneggiato sostenendo di aver convinto Tremonti a ripristinare gli scatti senza un’ora di sciopero.
Visitando vari siti si "scopre" che le mancanze di organico verranno affrontate con il ricorso alle ore aggiuntive che vengono messe a carico dei docenti dell'istituto. Non so voi, ma io avrei la sensazione di guadagnare del denaro sporco, sulla pelle e sul dolore di migliaia di precari.
Per questo e per altro ancora, auspico l'adesione alla proposta già deliberata in molte scuole di "limitare" il nostro impegno di lavoro alle attività di insegnamento e a quelle funzionali all'insegnamento, come da contratto.
Tale proposta comporta l'astensione da tutte le attività aggiuntive quali: funzioni strumentali; incarichi di coordinamento dei progetti; viaggi e visite di istruzione; straordinari; coordinamento dei plessi; accoglienza mattutina e altro che non sia obbligatorio per contratto.
Una sorta di sospensione in attesa di vedere le conseguenze, senza lasciarci prendere da assurdi sensi di colpa o strane sindromi. Agli alunni non togliamo proprio nulla, anzi, ciò consentirebbe di concentrare le nostre energie sulle buone pratiche che veramente contano: la didattica, l'apprendimento, l'insegnamento. E proprio sulla didattica lancio un'ultima proposta o provocazione. Impegniamoci anche oltre le ore canoniche, al di fuori perfino della scuola, per la didattica e le strategie di insegnamento/apprendimento, accettando di condividere, con i colleghi che lo desiderano, quel tempo infinito, non quantificabile e non riconosciuto, che ogni docente normalmente dedica a casa in solitudine.
Buona reazione a tutti, Maria Teresa
