E’ sotto gli occhi di tutti quanto sta succedendo in Lombardia e nel Lazio sulla presentazione delle liste alle elezioni regionali. Non è un caso isolato. Quasi quotidianamente assistiamo a partite truccate dove in continuazione si dà del cornuto all’arbitro. Raramente si ammettono i propri errori o incapacità e la colpa è sempre di qualcun altro. L’Italia, patria del diritto e delle leggi, sta soffocando nel malaffare , nella corruzione e nell’impunità diffusa. In nome del fare e della governabilità si gestisce il Paese come se fosse in perenne emergenza, a colpi di decreti e ordinanze, consegnandolo appena può nelle mani della Protezione civile. Affermare il primato del potere esecutivo è diventato l’imperativo categorico del IV governo Berlusconi.

Nella Circolare di Iscrizione ai Nidi d’Infanzia 2010-2011,  risulta fuorviante l’indicazione che pone sullo stesso piano, assegnando il medesimo punteggio, un nido pubblico ed uno privato accreditato.
Il Comune di Milano non ha le risorse allocate per soddisfare le esigenze di tutte le famiglie che potrebbero fare richiesta di entrare in un nido privato ed inoltre il corrispettivo mensile che viene assegnato ai nidi privati accreditati soddisfa in parte le esigenze degli operatori. A quelle cifre risulterebbe impossibile per loro gestire il proprio nido. Non vengono considerate a sufficienza, ed in questo periodo di crisi è grave, le famiglie in cui uno dei genitori o entrambi sono disoccupati. Non c’è alcuna indicazione che preveda per le numerose famiglie in attesa di permesso di soggiorno la possibilità di iscriversi al nido.

Diverse scuole della zona 9 si trovano in condizioni di grave precarietà, facciate che si scrostano, serramenti obsoleti e fuori norma, infiltrazioni d’acqua dalle coperture degli edifici:  Scuola Media di via Hermada 18, Scuola Media di Piazza Istria 11, Scuola Elementare di via Veglia 80, Scuola Elementare di via Passerini 4, Scuola Elementare di via Goffredo da Bussero 9, Scuola Elementare di via Iseo 7. Queste strutture scolastiche da almeno 10 anni sono inserite nel Piano Annuale Comunale per len Manutenzioni Straordinarie, ma i lavori non vengono mai finanziati. Questa situazione è giunta ormai ad un livello intollerabile e il Consiglio di Zona 9 ha deciso di coordinare questo malessere per trasformarlo in una rivendicazione collettiva che possa portare a dei risultati concreti. Il Consiglio di Zona 9 accogliendo l’appello di dirigenti e genitori chiede l’apertura di un Tavolo di Lavoro al quale partecipino: L’Assessorato alla Scuola e l’Assessorato ai Lavori Pubblici, i Settori Tecnici competenti, le Direzioni Didattiche le Rappresentanze dei Genitori.

Col nuovo anno scolastico 2010/11 dovevano partire 40 Licei Musicali e 10 coreutici. Ne partiranno, se tutto va bene, 10 musicali e appena 1 coreutico in tutta Italia. Si risparmiano così in un sol colpo almeno 2milioni di euro, un regalo inaspettato( o imposto? ) per il ministro Tremonti . Quello che doveva essere un fiore all’occhiello della riforma Gelmini, precipita nella polvere e nell’indifferenza generale, assieme alla sparizione della Musica da tutti gli indirizzi dei licei riformati. E’ stata questa l’amara constatazione al Convegno "Salviamo la Musica nei Licei", tenutosi il 24 febbraio al Conservatorio G.Verdi di Milano. Le conseguenze di questa ulteriore decapitazione dei Licei Musicali è facilmente prevedibile.

Come avrete seguito sui giornali e in alcune trasmissioni televisive gli Istituti scolastici statali italiani versano in una drammatica situazione finanziaria. Ogni scuola vanta un credito nei confronti del Ministero di centinaia di migliaia di euro (nel nostro caso € 162.00 già programmati in bilancio negli anni scorsi e non ancora riscossi). I docenti aspettano il compenso per le ore eccedenti (oltre il loro orario di servizio) dal 2007/2008.  I finanziamenti dovuti alle scuole, visto che la Costituzione Italiana dice che "L’istruzione impartita per almeno otto anni è obbligatoria e gratuita", sono in ritardo di alcuni anni e si ventila addirittura l’ipotesi che vengano cancellati i nostri crediti.

D’altra parte le scuole non soltanto devono funzionare e quindi garantire che ci siano i docenti nelle classi (e se un docente è assente deve essere sostituito con risorse interne o con supplenti assunti temporaneamente), ma anche ampliare e qualificare la loro offerta formativa con progetti didattici significativi, per l’attuazione dei quali occorrono sempre maggiori risorse.

Sono preoccupato per la impreparazione con cui il sistema scolastico (a partire dai vertici) si sta avvicinando alla applicazione della riforma.  Si parte in ritardo e dunque non bisogna aumentare le complicazioni inutili.   Dopodomani partono le iscrizioni alle prime superiori. Per decisione di Regione Lombardia si faranno solo per via telematica presso le scuole medie. Il software non è ancora pienamente disponibile (si è visto solo in versione demo ai corsi di formazione). L’obiettivo è lodevole: gestire il tutto con un’unica banca dati. Ma …   Il sistema non gestisce le scelte di indirizzo e men che meno le opzioni, ma sceglie solo la istituzione scolastica. Dunque la famiglia non potrà indicare quale seconda lingua sceglie o, negli ITIS, a quale specializzazione (indirizzo) iscrive il proprio figlio. C’è tempo per scegliere, si dirà …No, alcune cose iniziano dalla prima o al più tardi dalla seconda. Dunque alcune scelte si dovranno fare in prima ma nè le scuole medie nè le famiglie lo potranno fare.

Da quando il Ministero dell’istruzione ha deciso di sostituire all’Educazione (degli adulti) l’istruzione (degli adulti) senza nessun fondamento epistemologico e contro ogni sensato principio pedagogico, il settore annaspa nell’incertezza più assoluta.  Gli operatori, che peraltro continuano con la solita abnegazione a svolgere il loro lavoro faticoso e disagiato, hanno visto sfilacciarsi progressivamente il tessuto di un sistema che è abortito poco dopo l’annuncio della sua gestazione (2 marzo 2000). Sono infatti trascorsi ben dieci anni da quando in Italia si era accesa la grande speranza che finalmente l’EdA venisse riconosciuta nella sua specificità, potenziata e sostenuta nell’alveo delle indicazioni dell’UE e verso standard più decorosi relativi al rientro in formazione degli adulti. Il fatidico 2010 è ormai arrivato e in Italia gli obiettivi di Lisbona si sono dimostrati un miraggio (il rientro degli adulti ha raggiunto faticosamente il 6,3% contro il traguardo fissato al 12,5% e la media dell’UE a 27 del 9,6%), dopo oltre 150 anni di onesto servizio, pur con alti e bassi "a macchia di leopardo", dopo la finanziaria del 2007 che riconduceva drasticamente al mero recupero della dispersione scolastica dei corsi ordinari.

Giorni fa in una scuola di Milano si è svolto un dibattito su alcuni dei punti cruciali che rendono la scuola così sofferente, che creano spaccature tra gli insegnanti e tra le famiglie, …

Questo "documento" potrebbe iniziare così, ma si tratta invece di una "simulazione", anche se forse non molto lontana dalla realtà.  Mancano da questo "dibattito" moltissimi problemi: i tagli dei finanziamenti, i precari, il tempo pieno, la professionalità dei docenti, i debiti del ministero nei confronti delle scuole, le difficoltà dei dirigenti di far quadrare i bilanci … abbiamo tentato di dar voce ai dubbi più frequenti delle famiglie, che si preoccupano soprattutto delle ricadute più immediate ed evidenti delle scelte della scuola sulla vita dei loro figli.

in neretto il punto di vista di chi scrive …  elisabetta visintainer

 

La Repubblica di oggi 17 febbraio nelle pagine milanesi riporta un articolo, a piena pagina, dal titolo impegnativo "I presidi chiedono aiuto al prefetto: Roma saldi i debiti o chiudiamo". L’autore dell’articolo, Franco Vanni, fa riferimento all’assemblea tenutasi il 10 febbraio scorso presso la scuola Casati. Vanni in realtà commette un errore nell’informazione: non si trattava di 32 dirigenti scolastici di altrettante scuole e tantomeno di un’assemblea dei dirigenti scolastici rappresentanti l’Associazione delle scuole autonome milanesi (ASAM), bensì di un incontro promosso dai genitori, presidenti dei Consigli di Istituto. Questi, sulla scia del coordinamento nazionale dei presidenti dei CdI di Bologna, hanno dibattuto a lungo sulla situazione catastrofica delle scuole ed hanno assunto alcune decisioni. Hanno approvato tra l’altro il documento stilato dall’ASAM sul programma annuale e si sono associati alla richiesta di incontrare il Prefetto e di richiedere il suo intervento presso il Ministero ed il governo (vedi verbale riunione).

La Regione Lombardia con l’approvazione definitiva del piano pluriennale di dimensionamento, l’11 e 12 febbraio, ha deciso l’offerta formativa e gli indirizzi della secondaria di secondo grado in tutto il territorio lombardo. La Flcgil ha bollato le due delibere, in  anticipo rispetto a quanto deve ancora decidere la Conferenza Stato-Regioni , come “ federalismo scolastico” in salsa padana, fortemente voluto da Formigoni con un occhio alle prossime elezioni e con particolare riguardo all’istruzione e  formazione professionale. E non solo. Prendiamo ad esempio i licei musicali e coreutici.

Si era sempre parlato di due licei  in tutta la Lombardia , una a Milano al Conservatorio e l’altro a Brescia, città della Gelmini. Scorrendo i piani di dimensionamento delle varie province, scopriamo, con viva sorpresa che i licei musicali in Lombardia passano da due a cinque.