Sulle minacce non tanto velate a docenti e dirigenti scolastici, rei di "far politica a scuola" perché non applicherebbero la riforma ("ad esempio vogliono mantenere il modulo anche se il modulo è stato abolito con il passaggio al maestro unico prevalente"), ha già scritto bene e tempestivamente su questo giornale Cinzia Mion.
Cinzia Mion ha risposto accoratamente ricordando al Ministro che "che questa dichiarazione è molto grave perché è in contraddizione con la Legge sull’Autonomia delle scuole, che ha avuto riconoscimento e dignità costituzionale e che lo stesso ministro richiama in premessa in ogni atto legislativo da lei emanato da quando regge il Ministero dell’Istruzione."
Ma c’è di più. Oltre e in linea con la normativa sull’autonomia delle istituzioni scolastiche (DPR n.275/1999) - che è inequivocabile per quanto riguarda le competenze relative ai modelli di organizzazione didattica delle scuole - c’è la recente sentenza della Corte dei Conti che ha ribadito che il maestro unico non può essere obbligatorio. Come abbiamo scritto il 13 luglio scorso (vedi articolo allegato) nel dare via libera al regolamento sul primo ciclo dell’istruzione la Corte dei Conti afferma che "in sostanza l'indicazione del modello non avrebbe alcun carattere prescrittivo, lasciando piena libertà alle scuole di strutturare orari e assetti didattico-organizzativi secondo la propria programmazione e valutazione".
Nella deliberazione di registrazione del regolamento, la Corte dei Conti fornisce una interpretazione corretta della legge 169/2008: il modello del maestro unico "viene sì indicato come modello da privilegiare nell'ambito delle possibili articolazioni del tempo-scuola, ma pur sempre tenuto conto della richiesta delle famiglie e nel rispetto dell'autonomia scolastica".
La Gelmini già allora aveva dovuto far buon viso a cattivo gioco. Adesso ci riprova, facendo finta che questa sentenza non ci sia mai stata. Presa appunto da sacro furore ideologico (il "maestro unico" come ideologia di Stato?), con le stesse modalità comunicative del suo Presidente, il Signor B. Anche la Corte dei Conti allora fa politica? Anche qui, tutti a casa?
Fabrizio Dacrema e Gianni Gandola
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| LA CORTE DEI CONTI FRENA LA GELMINI.pdf | 13.46 KB |
| delibera n.12 Corte dei conti.pdf | 67.9 KB |
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