La mancanza di controllo che appare dalle espressioni usate ci potrebbe far azzardare anche qualche interpretazione psicoanalitica sulla fantastica di formazione e nella fattispecie quella della "madre fallica od onnipotente" o meglio del "sé speculare"ma credo che la questione non meriti tanto. Forse conviene ricordare nel panorama della politica scolastica degli ultimi anni ottanta, a ridosso del 1990, anno in cui fu varata la legge 148 che rese obbligatoria l’applicazione della riforma, quello che è successo a proposito della sperimentazione facoltativa
Da alcuni giorni la stampa, vedi anche gli interventi sul presente sito, si interroga sui toni faziosi, finalmente resi ancora più espliciti, da parte del ministro Gelmini contro il l’organizzazione modulare e a favore del "maestro unico".
Io c’ero! Ero direttrice didattica a Conegliano già dall’anno 1974. Ero entusiasta di questo nuovo corso perché l’impegno già dimostrato dai docenti della scuola elementare, a fronte dell’innovazione dei nuovi Programmi del 1985, faceva ben sperare in una vera riforma dell’organizzazione scolastica che, attraverso l’istituzione del team docente, doveva portare una ventata di motivazione alla competenza e alla padronanza in tutti gli insegnanti ed una sferzata di orgoglio che avrebbe corroborato la loro professionalità, riscattandola dalla tuttologia asfittica del maestro unico.
Ero stata in grado di entusiasmare quasi tutti i docenti del collegio tranne …un’insegnante che incominciò a farmi la guerra. Venni a sapere che questa era in contatto con i genitori dell’AGE del Friuli, genitori molto più conservatori di quelli della stessa organizzazione di Conegliano, che invece erano a quel tempo illuminati e collaborativi. La rete degli oppositori della riforma non era di sicuro isolata: scopersi ben presto che prendeva forza dal movimento di Comunione e Liberazione della Lombardia (allora non era molto diffuso ed organizzato nel Veneto). L’aspetto che mi risultò però inquietante fu quello che venni a sapere per vie traverse che l’insegnante così agguerrita, con le stesse motivazioni che oggi adduce la Gelmini, senza peraltro saperle argomentare, perché profondamente ideologico- dogmatiche, era dell’ OPUS DEI.
Chiaramente non intendo dire che dietro alla Gelmini ci sia l’Opus Dei! Penso che questa sia affaccendata in altre questioni….Ma la radice ideologica dell’esecrazione del team docente è la stessa di tutti questi movimenti che ho citato. Confesso che a quel tempo poco o nulla sapevo dell’Opus Dei, tranne ciò che potevo arguire dal nome, ma cercai di informarmi …. Dopo poco l’insegnante in questione andò in pensione, non perché avesse l’età per farlo ma perché non reggeva il confronto con le altre.
Ho traghettato con grande passione la riforma perché precedentemente ben preparata, sperimentata, discussa. Ho entusiasmato i docenti e senz’altro per loro l’innovazione modulare è stata un’occasione per crescere e far crescere in riflessività, cittadinanza, pensiero critico, e contrastare dogmatismi e pregiudizi.
Cinzia Mion
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