Nello stormo di libri sulla scuola pubblicati all’inizio di quest’anno scolastico c’è "Tra i banchi", un’antologia di otto racconti sulla scuola napoletana, raccolti da Riccardo Brun e frutto di una s/commessa dell’assessore regionale all’istruzione per comunicare alla società la quotidianità della scuola locale e fornire agli amministratori idee per cambiare "il corso degli eventi". In realtà pochi racconti sono utili agli scopi dichiarati, forse perché gli autori sono scrittori, tranne due, una videomaker e un rettore, i quali della scuola hanno per lo più ricordi di gioventù.

Tra loro una sola insegnante, Giusi Marchetta autrice di "Condannati a scuola". Un’insegnante, lei o un’altra non importa, ordina ad un alunno "Siediti Polito, ho detto, non farmelo ripetere" "Se no?" ribatte Polito. Così lei è alle prese con un no, ruvido, di sfida, pronunciato davanti alla classe. Non è il timido scrivano Bartleby che "preferiva di no". I fatti si intrecciano con le riflessioni dell’insegnante, sconcertata sul che fare e alle prese con il registro, con la punizione di un alunno. Bello, il migliore dell’antologia.

In "Zona fantasma" di Davide Moranti, è descritta la "Re di Scozia", scuola sgarrupata ma singolare, costruita sopra un cimitero della camorra, popolata dalle anime dei morti lì sepolti, che non sono visti dalla bidella né dagli insegnanti, ma solo dal preside e dagli alunni migliori, spie dei morti. Ne succedono di fatti strani. Un libro di inglese vola e colpisce un ragazzo. Una lavagna polverizza le parole scritte sopra. Un’aula con i banchi e tutto, ma vuota; alle pareti le foto dei ragazzi "evasori scolastici"; la stanza della memoria, voluta dal preside. In un ring 10 studenti da bocciare si contendono 2 promozioni. I Bufali, studenti cattivi, spadroneggiano e alla fine allagano la scuola e la conquistano: sono gli unici che riescono a camminare sul fango che rimane quando l’acqua rifluisce. Un incubo premonitore.

Protagonista di "Il nome sotto la pelle" di Alessandra Amitrano, videomaker, è una ragazza, che vive in un basso con 3 fratelli e ricorda quando apparve uno alto con i sandali da frate, che la convinse ad andare alla sua scuola, quella di Chance par di capire. E racconta quel che faceva in classe e una storia di amore e un incontro con una signora padrona di un vivaio. Si chiama Verdiana, nome non proprio napoletano, e narra in prima persona in buon italiano. Sono rimasto sconcertato. Forse perché ripenso alla voce narrante del poliziotto napoletano di "Chi ha ucciso Sarah" di Andrej Longo.

"Come ogni anno prima dell’estate", di Cristiano De Majo, è una sorta di "ronde" in cui vari personaggi raccontano il recente esame di stato o ricordano l’esame di maturità di 17 anni fa. "Mimma di mille colori" è opera prima del rettore dell’università Federico II. Una signora, diretta all’Orto botanico per una riunione, ripercorre la strada che a otto anni faceva per andare alla scuola delle suore compassioniste e si ricorda di come sceglieva il colore del giorno tra quelli esposti nel negozio di vernici, con cui poi descriveva quel che gli capitava in classe.

"Quello che è giusto" di Maurizio de Giovanni con la scuola c’entra poco. Il giorno dopo l’assegnazione del Nobel per la letteratura un ex insegnante rivela ad una giornalista di aver scritto lui i romanzi del vincitore. Ha insegnato in un liceo di campagna, "fallito tra i falliti", per ripiego, avendogli il suo professore precluso la carriera universitaria. Iniziò a scrivere. Un anno gli capitò una "perla in un porcile" (metafora rovesciata del libro di Perboni "Perle ai porci"), un alunno piccolo bastardino randagio, ma bravo, alla cui formazione si dedicò abbandonando il liceo. Tra loro ci fu un tacito accordo: lui avrebbe scritto romanzi, ma il suo pupillo li avrebbe pubblicati.

Più che racconto "Una giornata particolare" è un reportage. Angelo Petrella descrive una giornata di mobilitazione degli studenti: il liceo occupato, la lezione in piazza, l’assemblea. Lo stesso "Trentacinque anni dopo". Bruno Arpaia descrive la presentazione del suo libro sui suoi anni di scuola agli studenti di una scuola, intervallando con i brani del servizio di Iacona in tv sulla scuola.

Giorgio Sciotto

 

Autori vari "Tra i banchi" L’ancora del Mediterraneo, Napoli-Roma, pagg.150, 13,50 €