Ieri un articolo su Repubblica e un servizio al Tg RAI regionale si sono occupati delle scuole senza dirigenti, ma ciò che sembra venirne fuori è che la “colpa” di quanto accade sia dei presidi che non accettano le “scuole difficili”.
Sembra sfuggire, o non viene detto in modo chiaro, che la situazione che ha portato ad avere più di 300 scuole in Lombardia senza dirigenti, è imputabile alla mancata programmazione dell’Amministrazione. Non può essere considerato un imprevisto il pensionamento di dirigenti che ne hanno i requisiti, sebbene molti siano rimasti comunque in servizio, nonostante il rischio di perdere parte della futura pensione alcuni diritti acquisiti per effetto della manovra economica.
- Login o registrati per inviare commenti
Le scuole pubbliche sono in una condizione di grave sofferenza finanziaria. Vantano crediti nei confronti del ministero che ammontano ormai a centinaia di migliaia di euro (per istituto). Risorse "dovute" che il ministero non si decide ad accreditare mettendo in crisi i già esigui bilanci delle scuole. Se a questo dato aggiungiamo i pesanti tagli agli organici (che riguardano il personale docente ma anche amministrativo ed ausiliario), l'attacco al tempo pieno, ecc. abbiamo un quadro della situazione in cui versano gli istituti scolastici complessivamente drammatico. Drammatico prima ancora che da un punto di vista sindacale (la contrazione dei posti di lavoro) dal punto di vista, più generale, del funzionamento stesso della scuola pubblica e della qualità del servizio, che vengono seriamente compromessi.
La Repubblica di oggi 17 febbraio nelle pagine milanesi riporta un articolo, a piena pagina, dal titolo impegnativo "I presidi chiedono aiuto al prefetto: Roma saldi i debiti o chiudiamo". L’autore dell’articolo, Franco Vanni, fa riferimento all’assemblea tenutasi il 10 febbraio scorso presso la scuola Casati. Vanni in realtà commette un errore nell’informazione: non si trattava di 32 dirigenti scolastici di altrettante scuole e tantomeno di un’assemblea dei dirigenti scolastici rappresentanti l’Associazione delle scuole autonome milanesi (ASAM), bensì di un incontro promosso dai genitori, presidenti dei Consigli di Istituto. Questi, sulla scia del coordinamento nazionale dei presidenti dei CdI di Bologna, hanno dibattuto a lungo sulla situazione catastrofica delle scuole ed hanno assunto alcune decisioni. Hanno approvato tra l’altro il documento stilato dall’ASAM sul 
