Dirigenti scolastici

Ieri un articolo su Repubblica e un servizio al Tg RAI regionale si sono occupati delle scuole senza dirigenti, ma ciò che sembra venirne fuori è che la “colpa” di quanto accade sia dei presidi che non accettano le “scuole difficili”.
Sembra sfuggire, o non viene detto in modo chiaro, che la situazione che ha portato ad avere più di 300 scuole in Lombardia senza dirigenti, è imputabile alla mancata programmazione dell’Amministrazione. Non può essere considerato un imprevisto il pensionamento di dirigenti che ne hanno i requisiti, sebbene molti siano rimasti comunque in servizio, nonostante il rischio di perdere parte della futura pensione alcuni diritti acquisiti per effetto della manovra economica.

SNADIS

Esprimiamo tutta la nostra soddisfazione, gratitudine e apprezzamento alla Camera dei deputati
per l’approvazione del PDL 3286 “Siragusa” e, in particolare, all’on. Alessandra Siragusa, prima
firmataria, all’on. Nicola Cristaldi, relatore in 1 commissione e a tutti i deputati di tutti i gruppi
politici delle commissioni 1, 2, 5, 7, 11 e alla commissione per le questioni regionali, che hanno
esitato in sede legislativa, in maniera bipartisan, sempre all’unanimità, un provvedimento riparatore,

I Dirigenti Scolastici della Campania si aspettavano qualcosa di meglio dai primi atti del nuovo Direttore Scolastico Regionale dott. Pietro Esposito.
Nulla di tutto questo è avvenuto.
Anzi, la situazione sembra all’improvviso essere ritornata tristemente al passato ed alla mancanza di trasparenza che ha caratterizzato la vecchia gestione della scuola in Campania.

 

Tutti conoscono l’iconografia classica della Giustizia, personificata da una donna dalla figura maestosa con bilancia per giudicare, spada per punire e benda ad indicare l’imparzialità.  
Purtroppo, per gli aspiranti Dirigenti Scolastici del concorso bandito in Sicilia nel 2004 
l’iconografia della Giustizia, appare in questo momento del tutto “trasfigurata”, per non parlare del senso generale di tale concetto e del suo significato giuridico. 
La singolare e travagliata vicenda, ormai, ha del “grottesco" ma è importante che si sappia quanto si stia verificando in sede parlamentare perché mette in discussione la separazione tra i poteri lasciando al parlamento la possibilità di reinterpretare a piacere le sentenze quando queste non piacciono tanto.

Le scuole pubbliche sono in una condizione di grave sofferenza finanziaria. Vantano crediti nei confronti del ministero che ammontano ormai a centinaia di migliaia di euro (per istituto). Risorse "dovute" che il ministero non si decide ad accreditare mettendo in crisi i già esigui bilanci delle scuole. Se a questo dato aggiungiamo i pesanti tagli agli organici (che riguardano il personale docente ma anche amministrativo ed ausiliario), l'attacco al tempo pieno, ecc. abbiamo un quadro della situazione in cui versano gli istituti scolastici complessivamente drammatico. Drammatico prima ancora che da un punto di vista sindacale (la contrazione dei posti di lavoro) dal punto di vista, più generale, del funzionamento stesso della scuola pubblica e della qualità del servizio, che vengono seriamente compromessi.

Per questo stentiamo a capire l’atteggiamento di eccessiva cautela, quasi di rassegnazione o di impotenza assunto da alcune associazioni delle scuole o dei dirigenti scolastici (più realisti del re?). Pensiamo all’ASAM in primo luogo, che dovrebbe essere la rappresentanza istituzionale delle scuole autonome milanesi.

Il Miur, nella tarda serata di ieri, ha pubblicato le ultime istruzioni ministeriali sul programma annuale 2010. La circolare del 14 è stata riscritta completamente a seguito delle proteste dei sindacati e delle scuole.

Ecco una prima analisi sui punti essenziali

Sono preoccupato per la impreparazione con cui il sistema scolastico (a partire dai vertici) si sta avvicinando alla applicazione della riforma.  Si parte in ritardo e dunque non bisogna aumentare le complicazioni inutili.   Dopodomani partono le iscrizioni alle prime superiori. Per decisione di Regione Lombardia si faranno solo per via telematica presso le scuole medie. Il software non è ancora pienamente disponibile (si è visto solo in versione demo ai corsi di formazione). L’obiettivo è lodevole: gestire il tutto con un’unica banca dati. Ma …   Il sistema non gestisce le scelte di indirizzo e men che meno le opzioni, ma sceglie solo la istituzione scolastica. Dunque la famiglia non potrà indicare quale seconda lingua sceglie o, negli ITIS, a quale specializzazione (indirizzo) iscrive il proprio figlio. C’è tempo per scegliere, si dirà …No, alcune cose iniziano dalla prima o al più tardi dalla seconda. Dunque alcune scelte si dovranno fare in prima ma nè le scuole medie nè le famiglie lo potranno fare.

La Repubblica di oggi 17 febbraio nelle pagine milanesi riporta un articolo, a piena pagina, dal titolo impegnativo "I presidi chiedono aiuto al prefetto: Roma saldi i debiti o chiudiamo". L’autore dell’articolo, Franco Vanni, fa riferimento all’assemblea tenutasi il 10 febbraio scorso presso la scuola Casati. Vanni in realtà commette un errore nell’informazione: non si trattava di 32 dirigenti scolastici di altrettante scuole e tantomeno di un’assemblea dei dirigenti scolastici rappresentanti l’Associazione delle scuole autonome milanesi (ASAM), bensì di un incontro promosso dai genitori, presidenti dei Consigli di Istituto. Questi, sulla scia del coordinamento nazionale dei presidenti dei CdI di Bologna, hanno dibattuto a lungo sulla situazione catastrofica delle scuole ed hanno assunto alcune decisioni. Hanno approvato tra l’altro il documento stilato dall’ASAM sul programma annuale e si sono associati alla richiesta di incontrare il Prefetto e di richiedere il suo intervento presso il Ministero ed il governo (vedi verbale riunione).

da sito della FLC Cgil nazionale:
 
La presentazione del programma annuale 2010 è stata prorogata al 28 febbraio. La nota del 14 dicembre sarà precisata e riscritta in diversi punti. In particolare saranno oggetto di chiarimento:

  1. le spese per le supplenze;
  2. le spese per le ditte di appalto;
  3. l’inserimento dei residui attivi nell’aggregato Z.