Chissà se la prossima circolare sulle iscrizioni – la prima dopo la legge 94/2009 sull’immigrazione – scriverà senza ombra di dubbio che il diritto dei ragazzi stranieri ad iscriversi a scuola, a partire da quella per l’infanzia, e ai corsi di istruzione e formazione, non può essere in alcun modo condizionato da un’eventuale condizione di irregolarità, cioè dall’assenza del permesso di soggiorno .
Che le istituzioni scolastiche e le agenzie formative non devono richiedere né all’atto di iscrizione né in altre circostanze la presentazione del titolo di soggiorno .Che dirigenti e personale non hanno alcun obbligo di segnalare, e anzi non devono proprio farlo, un’irregolarità – sia di ingresso che di permanenza in Italia – che la legge 94 ha recentemente fatto diventare reato: punibile per chi lo commette, e anche per chi non lo denuncia.
Questa mattina i giornali che vengono distribuiti gratuitamente in metropolitana e nei punti di passaggio riportavano una notizia: saremmo di fronte ad un boom delle ripetizioni. Le famiglie degli alunni della secondaria superiore, messe di fronte al rischio non tanto di una bocciatura quanto, soprattutto, di una non ammissione all’esame di stato, starebbero ricorrendo massicciamente alle ripetizioni private per i loro figli. Si tratta di spese da affrontare che vanno dai 10 euro all’ora per matematica (se la lezione è impartita da uno studente universitario) ai 50 euro per greco (se la lezione è impartita da un insegnante di liceo): per l’esattezza da 20 a 50 euro per greco, da 15 a 40 per latino, da 15 a 35 per inglese, da 10 a 30 per matematica, da 15 a 40 per italiano.
