Ministro

La pubblicazione sulla gazzetta ufficiale del regolamento contenente le indicazioni Nazionali per il Curricolo per la scuola di base non ha avuto grande eco.
Per cogliere appieno il significato del cambiamento indotto dal nuovo ordinamento può essere opportuno traslarlo in un ambito calcistico: come agirebbe Massimiliano Allegri, allenatore dell’A.C. Milan, se il presidente Silvio Berlusconi convocasse l’attaccante Mario Balotelli per ordinargli come dovrà giocare nelle gare del campionato?
Altri punti critici del documento sono:
• Il disallineamento rispetto al sistema normativo,
• l’incongruenza tra le finalità dichiarate e le scelte effettuate,
• la concezione statica delle discipline,
• la frammentazione e la non-finalizzazione dell’impianto logico.
«Al centro delle nuove Indicazioni c’è l’autonomia responsabile delle scuole”, ha
detto il ministro Profumo, “le Indicazioni rafforzano l’inclusione scolastica mettendo al
centro lo studente e i suoi bisogni”.
 

 COMUNICATO STAMPA

Scuola, Profumo e Mastrapasqua firmano

 Buon segno il generale richiamo (sia pure deluso dalle risposte) a verificare quanto spazio sia dedicato alla scuola ed alla cultura nelle “agende” politiche del confronto elettorale. Non aggiungo nulla a quei messaggi se non un invito a superare il “mipiacenonmipiaccismo” alle cui semplificazioni sembra si mortifichi anche “l’artiglio dell’opposizione”.

“Time has run out for Profumo ! Anche nella scuola, il bilancio di questi 15 mesi di governo tecnico  è risultato alla prova dei fatti molto deludente. Ai ritardi cronici della burocrazia ministeriale si è sovrapposto un velleitarismo nefasto che ha fatto fare passi indietro all’intero sistema scolastico italiano. Delle iniziali promesse, 10mila posti in più in organico, valorizzazione e difesa dell’autonomia delle scuole, risorse finanziarie certe all’inizio di ciascun anno scolastico, tanto per citare quelle politicamente più impegnative, nulla è rimasto, travolte dalla real politique del governo tecnico. Il decreto Salva Italia, la Spending review e per ultimo il decreto di stabilità sono andate, invece, nella direzione opposta, imponendo ulteriori tagli e sacrifici a settori quali la scuola, l’università e la ricerca, strategici per la crescita e per fare uscire il nostro paese dalla crisi. 

Perché il punto interrogativo? E’ sufficiente scrivere al ministro per chiedere che intende fare per il nostro Sistema nazionale di Istruzione e Formazione? Od occorre, invece, scrivere all’intero governo? Sono anni che, chiunque sia il ministro dell’istruzione, non solo le cose non migliorano, ma addirittura vanno sempre più peggiorando! E allora mi chiedo: vale la pena chiedere qualcosa a un ministro che tanto vale e varrà quanto il due di briscola? Purtroppo nel nostro Paese esiste da sempre una gerarchia dell’importanza e dell’autorevolezza dei vari dicasteri. Al primo posto figurano gli esteri, gli interni, l’economia e la finanza, l’industria, la giustizia, ma… istruzione, università, beni e attività culturali vengono sempre agli ultimi posti. Perché? E’ presto detto: con la cultura non si mangia!

 SCUOLA, PROFUMO PROSEGUE SCELTE  

ILLEGITTIME SULL' INVALSI

 

 APPELLO ANFIS al Ministro Profumo per lo sblocco dei tirocini nelle scuole: è già molto tardi.

Convocare l’Osservatorio Ministeriale 

 

ROMA. «Sono quanto mai numerose le domande che le associazioni e i familiari ci pongono sempre più frequentemente, in àmbito di inclusione scolastica, e alle quali non sappiamo rispondere».

Profumo capolista in Piemonte nella lista civica di centro

di P.A. - 03/01/2013

Mario Monti, dice un suo collaboratore, “per impegnarsi in prima persona vuole essere circondato da persone di sua fiducia” e tra questi ci sono alcuni membri del suo governo, compreso il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo che guiderà una lista nel collegio di Torino e Provincia

Adesso che il Ministro Prof. Umo ci lascia con reciproco piacere e soddisfazione, vogliamo ricordarlo soprattutto come il Ministro ‘consapevole’. D’altra parte lui stesso, nell’ultima lettera a studenti e docenti, a seguito delle manifestazioni del mese scorso, ha voluto ribadire questa immagine di sè. E questo è ammirevole. Anche per l’oggetto: Sono consapevole del grande disagio che le piazze esprimono… [e che] trascende dalle politiche scolastiche”. Così. Un incipit folgorante. Sia per l’originalità del pensiero, sia per l’appropriatezza lessicale.  Tanto che uno non crede che un ministro dell’Istruzione possa tanto.