Scrutini ed esami

“Li mura non hanno aricchi, e sentunu” (I muri, le pareti, non hanno orecchi, e sentono). Sentono anche coloro che stanno da una parte o dall’altra. A loro volta parlano. Altre persone sentono e  diffondono. Di qui il desiderio di capire. Un desiderio di vedere e di capire che diventa sempre più forte, soprattutto se si viene a conoscenza – perché inviati da lettori che, nei casi di specie, evidenziano a Polibio determinati “misteri” e gli chiedono di interpretarli – di documenti particolarmente significativi, fonti primarie che aiutano a “svelare” quei determinati “misteri” (ancorché si tratti di “misteri”, sia pure di nomine “ad personam” o “ad personas” oppure di altro genere, di facile o di difficile interpretazione, che comunque è sempre una personale opinione di Polibio).

 Scuola, i risultati dell’esame di terza media

 

Ammessi in leggero aumento. Promozioni stabili

Tra le ragazze i risultati migliori

 

Tutti i dati pubblicati su www.istruzione.it

 

 Occorre dare atto al Ministro Profumo di avere cominciato… ad “aprire la borsa”! Era il mio auspicio nella lettera aperta dello scorso 19 novembre! Infatti, è di questi giorni la sottoscrizione del Patto d’azione e coesione con cui verranno investiti nelle scuole del Sud 1,3 miliardi di fondi europei. Si tratta di una iniziativa che segna una svolta riguardo alla politica dei tagli! Ma ora la buona volontà del ministro si deve misurare su un’altra questione, quella di cui alla citata lettera aperta: le prove Invalsi. Che fare? Non ritorno a tutto ciò che ho già detto in merito alla valutazione di sistema, come sia stata concepita e delineata nella legge 53/03 e come da questa sia discesa tutta la macchina Invalsi. Mi limito ad alcune considerazioni e ad alcuni interrogativi. Forse sarebbe necessaria una riflessione complessiva – e non solo da parte mia – su che cosa si intende per valutazione di sistema e, di conseguenza, sulle scelte effettuate dalla nostra amministrazione.

In queste mattine di mezz’estate noi docenti lavoriamo con convinta ed alacre serietà per “verificare la preparazione dei candidati all’Esame di Stato”. Di buon’ora ci raccogliamo in improbabili punti  d’incontro lungo i viali periferici delle città e - costituiti car pooling che coniugano economicità e chiacchiere - migriamo da un capo all’altro del territorio provinciale. Chi è in servizio nel capoluogo si avvia alle lande periferiche e viceversa: ciò per assicurare l’imparzialità del giudizio ma soprattutto per scongiurare un remoto ed improbabile “legame di sangue” fra esaminatore ed esaminato. In un’epoca di crollo dei valori familiari e di vite  in liquida  deriva, quel che sembra maggiormente contare nell’individuazione dei commissari  non è un’affinità accertata di saperi,  bensì che non esista vincolo parentale almeno fino al 4^ grado con gli studenti!

La valutazione dell’Invalsi nelle scuole del primo ciclo dell’istruzione quest’anno ha senza dubbio fatto un vero e proprio salto di qualità. Questo salto qualitativo non era stato preventivato dalle scuole, che spesso sono state travolte da procedure, fascicoli e istruzioni vissuti anche in forma solo invasiva. Il notevole interesse per l’azione valutatrice dell’Invalsi, che agisce su Direttiva ministeriale ma è comunque un Istituto dotato di una forte autonomia, è entrato in collisione con la naturale programmazione didattica delle scuole. E’ dunque importante cercare di evidenziare alcuni punti di squilibrio tra l’azione didattica delle scuole e l’azione valutativa dell’Invalsi, senza voler mettere sul banco degli imputati nessuno. Per grandi capitoli e solo attraverso un’analisi delle metodologie e non dei risultati credo sia utile sottolineare alcune antinomie sistemiche per  cercare di portare qualche argomento nell’ambito della discussione in corso.