Test Invalsi 2012/13, ci risiamo! Nel 2008/09 l’adesione alle prove Invalsi è volontaria. Nel 2009/10 con la CM.89/09, la rilevazione in Italiano e Matematica diventa censuaria , vale a dire estesa a tutti gli studenti di 2° e 5° classe della primaria, della classe 1° delle medie e delle 2° classi delle superiori. Poi con l’art.51 del decreto Semplificazioni la partecipazione delle scuole alle rilevazioni nazionali degli apprendimenti degli studenti, diventa “attività ordinaria d’istituto “. Il Governo Monti, aumentando la confusione in campo, s’impegna su un odg votato in Senato verso un sistema di rilevazione a campione , con rilevatori esterni alla scuola.
I quesiti che si formulano, quando intendiamo rilevare date conoscenze, rientrano in tre categorie: a) la categoria test (non si pensi al pezzo di carta su cui tracciare la crocetta, ma all’operazione mentale che viene sollecitata). E’ l’item (la proposizione) che afferisce a dati “oggettivi”, accettati come veri o come falsi: V/F. Esempi: tre per tre eguale nove (V); Napoleone è morto il 5 maggio 1821 (V); Parigi è la capitale del Regno Unito (F); nella chimica O è il simbolo dell’idrogeno (F); ‘certamente’ è un avverbio (V); la Costituzione italiana è stata approvata il 27 dicembre 1947 (V). La veridicità o meno degli item è già nota a chi li formula. Un item può essere proposto anche come quesito: Quand’è morto Napoleone? Qual è la capitale della Francia? L’item della categoria test rinvia sempre a un contesto dato come V/F, non come vero o falso in assoluto.
Una impresa sociale (un sottosistema sociale) di dimensioni ampie, coinvolgente (almeno) l’universo delle nuove generazioni, di complessa architettura e organizzazione, che è alimentato da grandi quantità di lavoro, che necessita di grandi risorse economiche, professionali, organizzative, deve dare conto dei risultati che ottiene. La valutazione (dell’impresa..) rappresenta una condizione sia per promuoverne il miglioramento interno sia per dare fondamento all’investimento di risorse necessario alla sua funzionalità (soprattutto quando queste siano pubbliche).
A regolamento approvato, le polemiche continuano, se possibile, con maggiore virulenza. Come è buona abitudine nostrana.Virulenza a parte, mi sembrano in ogni caso condivisibili le preoccupazioni, espresse da più parrti, per alcune scelte francamente opinabili che costellano il Decreto.Sul modello, in primo luogo. Non convince, per esempio, l’attribuzione all’INVALSI del ruolo privilegiato di “coordinamento funzionale” dell’intero SNV. Non era più semplice prospettare una figura di raccordo e coordinamento che permettesse di cogliere il senso più proprio del SNV in cui le rilevazioni tendono a riguardare la vita complessiva delle scuole (criticità e punti di forza che condizionano i livelli di apprendimento) e sono finalizzate a interventi di sostegno e miglioramento?