Valutazioni

 

Test Invalsi 2012/13, ci risiamo! Nel 2008/09 l’adesione alle prove Invalsi è volontaria. Nel 2009/10 con la CM.89/09, la rilevazione in Italiano e Matematica diventa censuaria , vale a dire estesa a tutti gli studenti di 2° e 5° classe della primaria, della classe 1° delle medie e delle 2° classi delle superiori. Poi con l’art.51 del decreto Semplificazioni la partecipazione delle scuole alle rilevazioni nazionali degli apprendimenti degli studenti, diventa “attività ordinaria d’istituto “. Il Governo Monti, aumentando la confusione in campo, s’impegna su un odg votato in Senato verso un sistema di rilevazione a campione , con rilevatori esterni alla scuola.

 

Luciano Canfora è stato esplicito: “Poiché la scuola dovrebbe essenzialmente far nascere la spirito critico, la miglior cosa sarebbe eliminare l’Invalsi e restituire i suoi test a chi li ha inventati”. La prima urgenza è “cancellare la riforma Gelmini”. E ha precisato che “le prove Invalsi sono una mostruosità, una cosa senza alcun senso, che può servire se mai a premiare chi è dotato di un po’ di memoria più degli altri, non chi ha spirito critico”, e che, cancellata la riforma Gelmini, si provveda a “ripristinare il numero dei docenti necessari, rendere le classi più piccole e più umane e – se non è utopia – rendere più dignitoso il salario dei docenti”. 

I quesiti che si formulano, quando intendiamo rilevare date conoscenze, rientrano in tre categorie: a) la categoria test (non si pensi al pezzo di carta su cui tracciare la crocetta, ma all’operazione mentale che viene sollecitata). E’ l’item (la proposizione) che afferisce a dati “oggettivi”, accettati come veri o come falsi: V/F. Esempi: tre per tre eguale nove (V); Napoleone è morto il 5 maggio 1821 (V); Parigi è la capitale del Regno Unito (F); nella chimica O è il simbolo dell’idrogeno (F); ‘certamente’ è un avverbio (V); la Costituzione italiana è stata approvata il 27 dicembre 1947 (V). La veridicità o meno degli item è già nota a chi li formula. Un item può essere proposto anche come quesito: Quand’è morto Napoleone? Qual è la capitale della Francia? L’item della categoria test rinvia sempre a un contesto dato come V/F, non come vero o falso in assoluto.

A proposito di prove INVALSI segnalo questo interessantissimo documento dei docenti di una scuola primaria di Parma.

Alberto Ciullini
commissione Scuola Zona 2

 

 Ho letto con interesse il documento dei quattro insegnanti del “Gritti” (http://www.oltrescuola.org/?p=198), ma ancora una volta rilevo che l'analisi che si fa della prova test non è corretta! Leggo tra l’altro: “Nella pratica quotidiana, l’esperienza ci suggerisce che non solo ciò che verifichiamo attraverso un test è un tassello minimo, diremmo quasi minimale, del sapere di uno studente, ma che dobbiamo per forza ricorrere a delle ‘domande aperte’ (orali o scritte) se vogliamo verificare se è in grado di compiere analisi e sintesi rispetto a ciò che apprende, nonché se è dotato di senso critico”

 TEST INVALSI ALLA MATURITA', IL NO DELL'UDS

Una impresa sociale (un sottosistema sociale) di dimensioni ampie, coinvolgente (almeno) l’universo delle nuove generazioni, di complessa architettura e organizzazione, che è alimentato da grandi quantità di lavoro, che necessita di grandi risorse economiche, professionali, organizzative, deve dare conto dei risultati che ottiene. La valutazione (dell’impresa..) rappresenta una condizione sia per promuoverne il miglioramento interno sia per dare fondamento all’investimento di risorse necessario alla sua funzionalità (soprattutto quando queste siano pubbliche).

L’approvazione del Regolamento sul sistema nazionale di valutazione da parte del Governo tecnico in carica per la sola ordinaria amministrazione provocherà nei prossimi mesi proteste, distinguo, osservazioni, serrate e tutto quello che siamo ormai abituati a veder accadere nel mondo della scuola. Credo sia necessario prendere atto che una parte consistente della scuola italiana e dell’opinione pubblica ritenga che solo un “oscurantismo progressista” possa mettere fine alla deriva aziendalista e “cinese” della scuola: a tal proposito è veramente interessante l’articolo di Gabriele Boselli, Indicazioni “made in China” e indicazioni perenni, pubblicato su www.scuolaoggi.org e www.edscuola.it del 1 aprile 2013, in cui si descrive con affetto un mondo culturale che non c’è più, si travisa il concetto stesso di competenza, ma almeno non si insulta.

A regolamento approvato, le polemiche continuano, se possibile, con maggiore virulenza. Come è buona abitudine nostrana.Virulenza a parte, mi sembrano in ogni caso condivisibili le preoccupazioni, espresse da più parrti, per alcune  scelte francamente opinabili  che costellano il Decreto.Sul modello, in primo luogo. Non convince, per esempio,  l’attribuzione all’INVALSI del ruolo privilegiato di “coordinamento funzionale” dell’intero SNV. Non era più semplice prospettare una figura di raccordo e coordinamento che permettesse di cogliere il senso più proprio del  SNV in cui le rilevazioni tendono a riguardare la vita complessiva delle scuole (criticità e punti di forza che condizionano i livelli di apprendimento) e sono finalizzate a interventi di sostegno e miglioramento?

L’opera del ministro Francesco Profumo ha superato in tossicità e devastazione quella del suo predecessore Gelmini. Ciò è avvenuto con l’approvazione del Regolamento del Snv che ha... sguinzagliato e incitato l’Invalsi. Approvazione che è stata degradata a normale amministrazione ed effettuata da un governo dimissionario e a Camere sciolte, anzi già rinnovate. Mentre avveniva questo sorpasso fra ministri incapaci, a Milano, Innocente Pessina, preside del liceo Berchet, partiva per la sua seconda personale crociata (o piano B) contro “certi insegnanti sadici” che usano “il voto come manganello” e finalizzata perciò a conseguire l’”equità valutativa”.