Studenti

Oggi si è tenuta la conferenza stampa di presentazione del Decreto-Legge sulle semplificazioni. Nei giorni scorsi si vociferava della possibilità che in questo decreto fosse contenuta una norma per abolire il valore legale del titolo di studio. Tale norma non è stata poi inserita nel testo definitivo. Durante la conferenza stampa, il Presidente del Consiglio Monti ha espresso la sua intenzione di avviare una consultazione pubblica sul tema attraverso il sito del ministero dell'istruzione.

Noi vogliamo contare. Gli studenti e le studentesse della Rete della Conoscenza parteciperanno a questa consultazione con la forza delle proprie idee. Invitiamo tutte le studentesse e gli studenti a mobilitarsi, a dire la propria, a intervenire in difesa dell’università pubblica e della dignità e della qualità della propria preparazione.
Non intendiamo attendere che la consultazione ufficiale abbia inizio. Come abbiamo sempre fatto in questi anni ci confronteremo da subito nel merito delle proposte, con studenti, ricercatori e con chiunque abbia a cuore il futuro dell’università pubblica.
 
Il confronto si svolgerà sul blog dell'AltraRiforma (www.altrariforma.it). Chiediamo a tutti gli studenti e le studentesse di esprimersi e portare i propri contributi, raccoglieremo articoli, interventi, proposte. Riteniamo fondamentale che una decisione così importante come l'eliminazione del valore legale del titolo di studio non sia presa senza tenere in considerazione l'opinione degli studenti e delle studentesse.
La consultazione viaggerà anche sui social network, sulla pagina fb Altrariforma dell'Università, e su twitter con l’hashtag #vogliamocontare.
Naturalmente la consultazione si svolgerà fin da subito nelle facoltà, nelle aule, nei corridoi, nelle assemblee.
 
Nel caso in cui il Ministero non avvii alcuna consultazione, o che questa sia solo una farsa, siamo pronti ad organizzare noi, dal basso, un referendum per dare a tutti gli studenti e le studentesse la possibilità di esprimersi in tutti gli atenei d’Italia, votando sul proprio futuro e decidendo in prima persona.
 

 

OGGETTO: Scelta attività alternative all'insegnamento della religione cattolica per l'anno scolastico 2012/2013 – Informazioni e garanzie a genitori e studenti

UDS: Investimenti promessi da Profumo, passo positivo ma insufficiente

 

In merito alle dichiarazioni del Ministro profumo sull'impegno che il Ministero intende assumere riguardo l'edilizia scolastica riteniamo, come Unione degli Studenti, che sia un segnale importante rispetto alle inadempienze di questi anni del Ministro Gelmini, ma non ancora sufficiente. Sono molte infatti le scuole che hanno bisogno di una vera messa a norma, molte le scuole che devono essere ricostruite. Per questo riteniamo che il segnale di oggi possa essere un segnale positivo per la scuola pubblica solo se accompagnato da un piano straordinario di finanziamento all'edilizia scolastica.  

 

 

"La situazione dell'edilizia - dichiara Francesco Santimone, resp. naz. UdS per l'edilizia scolastica - è sicuramente molto grave nel Sud Italia e parte dal problema della messa in sicurezza, ma non si può pensare che risolvere la priorità possa risolvere la totalità del problema. Tante sono le scuole in pessime condizioni anche nel Nord, ricordiamo il caso clamoroso di Rivoli (TO) che non è purtroppo da considerarsi isolato, ma oggi nelle scuole italiane c'è un'enorme deficit in presenza di strutture laboratoriali e palestre motivato dal fatto che un numero enorme di scuole sono state costruite oltre cinquanta anni fa."

 

"Investire nell'edilizia scolastica - aggiunge Santimone - al posto che in dispendiose ed inutili "Grandi Opere", come la TAV in Val di Susa o il Ponte sullo Stretto di Messina, sarebbe un contributo utile e significativo per far ripartire l'economia italiana. Le intenzioni del Ministro sono un primo utile passo che non deve rimanere isolato. Proseguiremo la nostra campagna nazionale sull'edilizia scolastica di raccolta dati e denuncia delle situazioni di scandalo "Sicuri da Morire" e speriamo che alla pubblicazione dei dati sull'edilizia da parte del Ministero, segua la convocazione di un tavolo tematico con le associazioni studentesche per condividere un piano sull'edilizia scolastica che da anni rivendichiamo."

 

UNIONE DEGLI STUDENTI

Il 17 novembre nell'ambito della giornata internazionale di mobilitazione studentesca gli studenti invaderanno nuovamente le strade di tutt'Italia. In questi anni, in particolare dal 2008, gli studenti sono stati motore attivo dell'opposizione sociale alla crisi e a chi con la scusa della crisi ha voluto incrementare i propri profitti, privatizzare scuole e università, smantellare il welfare e saccheggiare i beni comuni.

 

Comunicato-stampa

 

 

LA “MANOVRACCIA” ANTIPOPOLARE DIVENTA BIPARTISAN

 

 Dopo i vergognosi fatti di ieri in piazza a Roma, gli studenti tornano in piazza in oltre 30 città d'Italia: cortei, presidi, occupazioni promosse dalla Rete della Conoscenza. Il miglior modo per rispondere alla repressione è riprendersi le strade. Lo facciamo oggi giorno dedicato alla festa delle forze armate, proprio perchè per noi studentesse e studenti non c'è niente da festeggiare. Il governo italiano investe 28 miliardi di euro all'anno in spese militari, quando basterebbero 350 milioni per poter garantire a tutti gli studenti idonei la borsa di studio. Ha speso 13 miliardi per l'acquisto di caccia F-35 mentre tagliava 1,5 miliardi ai finanziamenti all'università mettendo gli atenei in ginocchio. Ha finanziato nel 2011 con 700 milioni la missione militare in Afghanistan mentre riduceva del 95% il fondo per il diritto allo studio portandolo dai 246 milioni del 2009 ai 13 milioni del 2012.

Questi sono alcuni dei numeri che mettono bene in evidenza quali sono le priorità di chi ci governa: semplicemente, finanziare la guerra e tagliare la formazione. In questo modo si sceglie di privare centinaia di migliaia di studenti del diritto di poter accedere ad una formazione di qualità. indipendentemente dalla loro condizione economica, violando l'art. 34 della Costituzione, che sancisce il diritto all'istruzione per tutti, e di fare dell'Italia un paese in guerra, violando l'art.11 della Costituzione, in cui si esplicita il ripudio della guerra, anche e soprattutto come mezzo di risoluzione delle controversie tra stati.

Oggi noi scegliamo di fare della giornata del 4 novembre una giornata di mobilitazione nazionale. 30 città in mobilitazione per chiedere al governo di tagliare le spese militari, di rispettare la Costituzione, di ritirare le missioni di guerra e di aprire una fase di rifinanziamento della scuole e dell'università italiana. Oggi siamo noi la vera forza di questo paese: una forza formata da centinaia di migliaia di studentesse e studenti che chiedono e lottano ogni giorno per il cambiamento. Contro una crisi prodotta dall'1% della popolazione mondiale, noi, il 99%, rispondiamo con la pratica quotidiana di un'altra scuola, di un'altra università, di un'altra società.

Tante sono le iniziative, tutte collegate tra loro in diretta via twitter. A Milano gli studenti partiti da Piazza Cairoli hanno raggiunto il corteo dei metalmeccanici FIOM in sciopero, a Torino, in una città blindata, la polizia ha sbarrato molte strade del percorso con i blindati, nonostante ciò gli studenti sono arrivati prima sotto l'assessorato al diritto allo studio, dove si stava svolgendo una conferenza regionale per il diritto allo studio. A Napoli in oltre 7000 hanno raggiunto la sede del Consiglio Regionale per protestare contro i tagli ulteriori al diritto allo studio. A Bari un presidio permanente nei pressi della Banca d'Italia, in cui da ore gli studenti si confrontano, elaborano proposte su come uscire dalla crisi e non pagare il debito. A Salerno 1500 studenti in presidio sotto la provincia chiedono che sia garantito il diritto alla mobilità. In molte città flash mob con studenti vestiti da militari dell'esercito intenti a distruggere l'istruzione pubblica. Uno degli slogan più gettonati negli striscioni era "più soldi agli studenti, meno soldi agli armamenti".

Molte saranno le iniziative pomeridiane, a partire dal corteo che attraverserà nel pomeriggio le strade di Genova.

"E' una risposta straordinaria a chi ci vorrebbe fermi, a chi ci vorrebbe inerti, a chi prova a reprimerci" - dichiara Claudio Riccio, portavoce nazionale della Rete della Conoscenza. "Mentre giunge a conclusione il G20 diamo una risposta che da scuole e università guarda al mondo intero. Non vogliamo solo salvare scuole e università dai tagli - dichiara Mariano di Palma, coordinatore nazionale dell'Unione degli Studenti - ma dare un futuro a noi e alla nostra generazione. Per questo torneremo in piazza il 17 novembre, in una grande giornata: la giornata di mobilitazione internazionale degli studenti, rilanciata anche da Occupy Wall Street e che coinvolgerà tutte le città d'Italia, molti stati Europei e Sud Americani, e gli Stati Uniti d'America. Uniti per un cambiamento globale a partire dalle scuole e le università."

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Rete della Conoscenza - Ufficio stampa
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RETE DELLA CONOSCENZA: Gli studenti tornano in piazza, non avete fermato il vento!

 

Citando Fabrizio De Andrè al grido di "Voi non avete fermato il vento", gli studenti torneranno domani nella capitale e il 4 nelle altre città d'Italia a mobilitarsi. Dopo il 7 ottobre, in cui 150 000 studenti si sono mobilitati nel paese, e il 15 ottobre a Roma, con mezzo milione di persone in piazza di cui 50 000 studenti, le questioni che il movimento studentesco pone al governo non sono ne esaurite ne risolte.

 

I giochi di potere vogliono far scivolare il dibattito dai temi e dai problemi reali del paese alla spirale violenza/repressione. "Non possiamo accettare le parole del sindaco Alemanno il quale vuole ridurre il movimento a un problema di ordine pubblico, con le sue dichiarazioni antidemocratiche - dichiara Andrea Capalti dell'UdS Roma - Non accettiamo i suoi divieti e per questo nella giornata di domani ci mobiliteremo partendo dalle nostre scuole facendoci sentire da tutta la città"

 

Nel resto paese mobilitazioni previste per il 4 novembre in 20 città. Da Bari a Torni, da Palermo a Milano, da Napoli a Genova gli studenti studenti torneranno ad invadere le strade della città "Vogliamo riprendere il filo delle lotte partite sin dal primo giorno di scuola - dichiara Mariano di Palma, coordinatore nazionale UdS - stanno partendo accampate nelle piazze del paese, le scuole stanno cominciando occupazioni ed autogestioni, tra gli studenti c'è voglia di cambiamento nelle proprie scuole, nel paese e nell'intero pianeta. Il 3 a Roma e il 4 in tutto il paese dimostreremo che non ci siamo fermati e rilanceremo la data di mobilitazione internazionale del 17 Novembre, ripresa anche dagli occupanti di Wall Street e in tanti altri paesi, grazie ad un appello che abbiamo tradotto in più lingue."

 

"Mentre in Grecia - conclude Claudio Riccio portavoce nazionale della Rete della Conoscenza - qualcuno si rende conto che magari è il caso di sottoporre le scelte economiche ad una consultazione referendaria, in Italia Berlusconi pur di salvare la poltrona promette alla BCE di massacrare lo stato sociale ed alzare le tasse nelle università con il benestare di tutta la politica italiana. Non rimarremo a guardare"

 

le mobilitazioni si svolgeranno a:

 

  • Genova
  • Torino
  • Milano
  • Trieste
  • Gorizia
  • Roma
  • Siena
  • Pisa
  • Campobasso
  • Napoli
  • Salerno
  • Avellino
  • Caserta
  • Bari
  • Molfetta (BA)
  • Brindisi
  • Foggia
  • Cosenza
  • Crotone
  • Reggio Calabria
  • Palermo
  • Patti (ME)

 

UNIONE DEGLI STUDENTI - LINK COORDINAMENTO UNIVERSITARIO - RETE DELLA CONOSCENZA

 

 

 4 NOVEMBRE: GLI STUDENTI SI RIPRENDONO LE PIAZZE      

"Voi non avete fermato il vento, gli avete fatto perdere tempo" - gli studenti si riprendono le piazze

 TRIESTE: CI HANNO BUTTATO FUORI DALLE SCUOLE: ORA CI PRENDIAMO LA CITTA’!

Pronto il calendario per le prove INVALSI 2012 - La Stampa

Alle superiori studenti stranieri bocciati sono il doppio degli italiani - La Stampa

Contrordine sugli esami di terza media "Non c'è più tempo per le modifiche" - La Repubblica