La recente sentenza del Tar del Lazio che ha negato agli insegnanti di religione il diritto di attribuire  crediti scolastici alla maturità, è solo la punta di un iceberg con altri risvolti, da quelli politico-istituzionali e concordatari tra Italia e Santa Sede, a quelli storico-culturali caratterizzati dalla presenza della Chiesa Cattolica nella società italiana e quindi  nel sistema scolastico del nostro Paese. Dal dibattito che ne è scaturito su quella sentenza , pochi  sono stati gli sforzi per superare la logora e stantia contrapposizione  tra guelfi e ghibellini.  A tagliare la testa al toro ci ha pensato ancora una volta l’osservante ministra Gelmini con l’ennesimo atto autoritativo, il Regolamento sulla valutazione .

La vicepresidente dei deputati PD: ignorate le nostre denunce, intervenire immediatamente

Lettera al direttore di un'insegnate della scuola primaria.

I primi appuntamenti sulla scuola.

La Commissione di studio “Istruzione e formazione per l’attuazione della legge regionale 19/07 e dell’Accordo Gelmini-Formigoni del 16 marzo 2009” dello Snals-Confsal della Lombardia ha esaminato l’accordo MIURRegione Lombardia del 7 settembre relativo agli interventi finalizzati all’integrazione e al potenziamento dei servizi di istruzione che prevede, per il personale che nel corso dell’anno scolastico 2008/09 sia stato destinatario di contratti di lavoro a tempo determinato di durata annuale o fino al termine de

Nelle ultime settimane si sta assistendo ad un’indecorosa disputa tra supposti candidati alla carica di Provveditore agli Studi di Como, incarico vacante dal 2 marzo scorso e temporaneamente ricoperto da Claudio Merletti, già a capo degli istituti scolastici di Varese. La decisione sulla designazione del vertice dell’Ufficio Scolastico Provinciale di Como assume sempre più la forma di una vera e propria spartizione di cariche tra correnti interne al PdL e Lega Nord.

Non si vede dove sia la preoccupazione rappresentata dal documento vaticano. 

I C.I.P., Comitati Insegnanti Precari, esprimono il loro netto rifiuto per i cosiddetti contratti di disponibilità perché non risolvono l’emergenza istruzione del Paese ma sono un palliativo che favorisce, solo per i prossimi 8 o 12 mesi, il parziale mantenimento del reddito di alcuni precari e non garantisce loro l’attesa assunzione a tempo indeterminato dopo vari decenni di precarizzazione.

“Il ministro Gelmini insiste a raccontar favole e si auto incensa, ma noi vogliamo che venga in parlamento a riferire i dati reali: quanti studenti ci sono in ogni classe, quante sezioni a tempo pieno non sono state autorizzate rispetto alle richieste delle famiglie, quante richieste di tempo prolungato nella scuola media? Dietro questi dati si nascondono conseguenze gravi per la qualità della scuola e l’offerta didattica dei nostri ragazzi”.

Quasi 2200 classi in più di tempo pieno 

Quest’anno nella scuola elementare sono stata attivate 2191 classi di tempo pieno in più rispetto all’ anno scolastico precedente, 1505 solo in prima elementare grazie all’introduzione del maestro unico e all’eliminazione delle compresenze. In questo modo il Ministero dell’Istruzione è riuscito a rispondere alle richieste delle famiglie.

50.000 bambini in più avranno il tempo pieno